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Lo Monaco applaude il Catania

lunedì 26 settembre 2011

Con la Juve "Pirlo-dipendente" potevano anche arrivare i tre punti, ma il pari va bene comunque. L'amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, si accontenta del pari al Massimino con i bianconeri. "Abbiamo disputato una buona partita, che ci ha riconciliato con il calcio - ha detto l'ad ospite di Radio anch'io lo Sport -: ci dà fiducia per continuare nella strada intrapresa. La squadra ha risposto bene, giocato per grandissimi tratti della partita senza alcun timore reverenziale e ha fatto un punto, ma si poteva anche ottenere la posta intera. Ma ci sta bene. La Juve contro di noi ha sempre raccolto tantissimo al Massimino non con grandissimo sforzo: è un avversario che ancora non riusciamo a battere in casa, ma l'abbiamo battuto a Torino con un risultato storico". Da Catania gli allenatori tendono ad andare via. "Noi abbiamo lanciato Zenga e poi è andato via perchè aveva ricevuto proposte importanti, anche Mihajilovic: il vento non si può trattenere - sottolinea Lo Monaco -. Se Montella facesse bene a Catania e la Roma lo richiedesse come potremmo trattenerlo? Sarebbe difficile. Noi abbiamo da tenere presente la politica dei costi: si sperperano tanti soldi, noi siamo un piccolo club che porta 30 milioni di euro all'anno". "Il nostro compito - aggiunge il dirigente rossazzurro - è sempre quello di consolidare la Serie A e portare avanti altri progetti dopo quello del centro sportivo, ovvero lo stadio. Modello spagnolo? Io non credo che al Barcellona ci sia un modello da imitare, è una squadra con tanti campioni che giocano assieme. Noi in Italia abbiamo la scuola di tecnici tra le migliori al mondo e i risultati si stanno vedendo anche in questo inizio stagione. Un nostro giocatore in Nazionale? Prandelli fa bene il suo compito, noi cerchiamo di proporre giovani interessanti come Catellani, che viene dalla C, Biagianti che già una convocazione l'ha avuta, un prodotto del nostro calcio minore. Andiamo a spendere in Argentina per il rapporto qualità-prezzo mentre in Italia attingiamo più sulla Lega Pro. Bellusci è un '89 e sta facendo benissimo". C'è un risveglio e un innalzamento delle medio piccole. Quanto alla squadra di Conte Lo Monaco ribadisce che "è Pirlo dipendente, è lui che fa il gioco, se lo togli gli altri diventano come le formiche e perdono il gioco. Ma è una squadra muscolare, che non molla mai e con il momento particolare che stanno attraversando le grandi come Milan e Inter, la Juve può giocarsela come il Napoli che è un'altra squadra agonista. È un campionato aperto".

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