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Montella "Catania nostra porta per la Champions"

sabato 14 maggio 2011


«Dopo la sconfitta in rimonta in casa del Genoa (che provocò le dimissioni di Ranieri, ndr) credo che tutti avrebbero firmato, anche i tifosi, per essere ancor in lotta per l'accesso alla Champions a due giornate dalla fine. Questo non toglie che probabilmente potevamo fare anche qualche cosa in più, ma anche in meno viste le circostanze del momento».

Alla vigilia della trasferta di Catania, Vincenzo Montella torna a sottolineare il cammino della Roma in campionato dal suo arrivo in panchina. Il tecnico, che per la sfida del Massimino ha convocato sia Pizarro che Vucinic (entrambi però restano in forte dubbio visto che oggi non si sono allenati, ndr), ha poi risposto in maniera un pò seccata alle continue domande dei giornalisti sul proprio futuro: «Siamo a poco più di una settimana dalla fine del campionato, ci giochiamo l'accesso alla Champions League e non voglio che si parli solo di questo. Parliamo della partita di Catania perchè dalla gara di domani passa il nostro eventuale accesso in Champions. Va bene parlare di futuro, ma parliamo che di presente". In realtà, Montella ha voluto sottolienare che sulla sua eventuale riconferma non dovrebbero pesare la giovane età e i rapporti con lo spogliatoio. «Per quanto riguarda il mio futuro vedremo cosa succederà tra un paio di settimane. Se mi manca l'esperienza per fare l'allenatore della Roma? Sinceramente questo sarebbe un discorso più ampio, che prescinde anche dal calcio, perchè in generale si punta sempre molto poco sui giovani - le parole dell'ex Aeroplanino -. Non potrei restare perchè sarei troppo amico dello spogliatoio? Da quando sono arrivato nessun giocatore mi ha mai chiesto nulla. Tutte le scelte sono state fatte da me, al di là di quello che qualcuno può pensare, e ricordo che Totti alla prima a Bologna stava in panchina, così come nella sfida decisiva di Donetsk. Poi con le prestazioni si è conquistato il posto. Si può parlare di tutto e del contrario di tutto, ma la realtà è un'altra. Non credo comunque che chi fa calcio valuti un allenatore per l'amicizia con lo spogliatoio».

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