
Nessun blitz, nessuna perquisizione: la guardia di finanza ci ha chiesto i documenti di una specifica pratica e gli sono stati consegnati: è già successo altre volte, e anche adesso, come già e accaduto, si dimostrerà che abbiamo seguito le regole". Così l'amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, precisa la posizione della società etnea nell'ambito dell'inchiesta su una presunta maxievasione fiscale avviata dalla Procura di Milano in cui sono coinvolte 280 aziende.
Le indagini sulla società siciliana, i cui atti sono stati richiesti dalla Figc per verificare la possibilità di aprire un'inchiesta interna, riguarderebbero una presunta evasione fiscale da 450 mila euro nell'acquisto nel 2005 di un calciatore all'estero.
Stando alle indagini, l'Udinese, tra il 2004 e il 2006, avrebbe evaso circa 970 mila euro. Alla Reggina, invece, viene contestata un'evasione di 1 milione e 950 mila euro tra il 2005 e il 2008, mentre al Cesena un'altra, relativa al 2007, da 90 mila euro. L'Ascoli e l'Empoli, infine, avrebbero nascosto al fisco nel 2006 rispettivamente 89 mila euro e 70 mila euro.
"Il Catania - sottolinea Lo Monaco - è una società sana, con i bilanci a posto e i conti in ordine. Noi siamo in regola perché rispettiamo le regole, lo abbiamo sempre fatto. Non è la prima volta che la guardia di finanza ci chiede documenti su pratiche della società: li abbiamo sempre consegnati con serenità perchè sappiamo di non avere alcunché da temere. Poi gli investigatori hanno sempre accertato che tutto era stato fatto secondo le leggi vigenti, nel rispetto delle norme. Nulla è accaduto prima - chiosa l'amministratore delegato del Calcio Catania - e nulla accadrà anche questa volta....".
Rimane il fatto che i militari della guardia di finanza hanno effettuato da questa mattina centinaia di perquisizioni nell'ambito di un'inchiesta relativa a un'evasione fiscale multimilionaria. L'operazione di oggi scaturisce da un'inchiesta della Procura di Milano che lo scorso 27 ottobre aveva portato in carcere un faccendiere svizzero, Giovanni Guastalla, tre suoi collaboratori e un funzionario di un istituto di credito elvetico accusati di riciclaggio all'estero di somme provento di reati di appropriazione indebita e evasione fiscale.
Il nuovo filone investigativo che riguarda l'evasione fiscale è coordinato dal pm Carlo Nocerino e ha consentito di svelare che l'associazione gestiva una serie di società estere che erano state costituite per permettere a società italiane di creare fondi neri oltre confine.
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Lo Monaco "Ma quale blitz? Il Catania è sano"
mercoledì 9 giugno 2010Etichette: Stagione 2010/11
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