Sostieni il blog

Stagione 2010/11

La storia

Normative antiviolenza

Siti Gemellati

Archivio Blog

Diritti tv 2010/11, la serie A rischia

giovedì 13 maggio 2010


Alta tensione in Lega Cal­cio, in attesa dell’udienza di domani, davanti al tribunale di Milano, in me­rito alla richiesta di sospensiva del contratto di cessione dei diritti tv a Sky per le stagioni 2010-11 e 2011­12, avanzata da Marco Crispino, pa­tron di Conto Tv. Il timore, infatti, è che venga accolta, bloccando quindi il versamento dei 571 milioni di euro previsti nell’accordo con la tv satelli­tare di Murdock.

Insomma, in questo momento, a rischio c’è il 45% del to­tale del fatturato del calcio, che am­monta a 1,4 milioni di euro. Mentre, restringendo il campo ai soli diritti tv, l’incidenza del contratto di Sky ar­riva al 65% sul totale. Ecco perché l’allarme è stato lanciato in forma uf­ficiale tramite un comunicato che mette in dubbio la «sopravvivenza»
di diverse società della massima se­rie. Da via Rosellini filtra che, alla lu­ce della situazione che si potrebbe creare, soltanto 5-6 squadre dell’at­tuale serie A riuscirebbero a rispet­tare i parametri necessari per l’iscri­zione al campionato e da qui nasce­rebbe il pericolo di un rinvio dell’av­viamento della macchina organizza­tiva per la prossima stagione. C’è il rischio, insomma, che l’intero siste­ma finisca nel caos più completo. «E’ una questione da non dormirci la not­te e l'hanno capito anche qui in Le­ga » , è l’eloquente sintesi di Tomma­so Ghirardi, presi­dente del Parma.
LA REPLICA - In sera­ta, è arrivata la rispo­sta di Crispino: «La Lega pretende una sorta di impunità per­ché l'accoglimento del ricorso aprirebbe scenari catastrofici.
Se danno dovesse esserci lo hanno causato la Lega stessa e Infront con la propria condotta eventualmente il­legittima e non Conto TV che la ha denunciata. In ogni caso non è vero che la sopravvivenza dei club è mes­sa a rischio, visto che ci sono ancora i tempi per rifare il bando. E se, come suggerito dal TAR, vengono definiti più pacchetti equilibrati per ciascuna piatta­forma, stimolando la competizione, allora potrebbe addirittura incassare più soldi».

Infine la precisazione di Infront tra­mite Marco Bogarelli: « Il mercato italiano è quello che in Europa van­ta maggiori operatori di tv a paga­mento.
Con le nostre procedure sia­mo riusciti a raggiungere la cifra più alta possibile, superiore anche a quella della Premier League, ovvero il torneo preso da tutti come model­lo ».
SENZA FONDAMENTO - Ad ogni modo, ieri in via Rosellini era presente un nutrito plotone di legali, a cui spetta lo studio delle strategie da attuare a seconda della sentenza del tribunale di Milano. «E’ inverosimile pensare che il ricorso di Conto Tv possa esse­re accolto, in quanto privo di qualsia­si fondamento – si legge ancora nel comunicato di via Rosellini -. Non è normale che un operatore che non ha mostrato alcun serio interesse ad ac­quisire i diritti in oggetto e che per di più è inadempiente ad un preceden­te contratto con la Lega (Conto Tv non ha ancora pagato i diritti per la trasmissione di alcune gare della pri­ma fase di Coppa Italia, ndr), rischi di bloccare l’attività delle società».
IN ATTESA - Intanto, resta vivo an­che un altro fronte di preoccupazio­ne, vale a dire quello che riguarda la legge sugli stadi. Nel migliore dei ca­si, l’approvazione della Camera po­trà avvenire non prima di 15-20 gior­ni: confermato quindi che l’Italia non potrà presentarsi alla valutazione dell’Uefa per l’assegnazione di Euro 2016 con la legge già in vigore.
Domani l’udienza al tribunale di Milano sui diritti tv 2010-12 Se viene accolta la sospensiva per via Rosellini è a rischio «la sopravvivenza dei club»

0 commenti: