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Il Presidente Consiglio "Siamo l'unica squadra al mondo di massima serie a non avere un campo"

lunedì 22 febbraio 2010


Il Presidente del Catania Warriors, la squadra di baseball siciliana che
quest'anno parteciperà al campionato di IBL 2010, (l'Italian Baseball
League, il primo campionato italiano a Franchigia, dove la società avrà l'
obbligo di schierare due squadre di 1° e 2° divisione) lancia un grido d'
allarme sulla spinosa questione campo. "La verifica è poco incoraggiante. -
spiega il Presidente del Catania Warriors, Antonio Consiglio

Fra tutti gli
sport siamo l'unica squadra al mondo di serie A, quindi di massima serie,
che non ha un campo a disposizione per poter giocare nel proprio contesto
territoriale, le partite interne in quanto non siamo dotati di una struttura
conforme alle regole IBAF (l'organizzazione internazionale che gestisce il
mondo del baseball). Ci sentiamo come fossimo nel terzo mondo: è una
vergogna. Questo significa che, saremo costretti a migrare ogni settimana,
non avendo appunto una location fissa. La situazione ci crea imbarazzo e ci
preoccupa, perché noi vogliamo poter affrontare tutte le nostre attività ai
massimi livelli. È chiaro che una parte di responsabilità è secondo noi di
tutte le Istituzioni, perché nessuno è stato in grado di affrontare con
determinazione e con risolutezza, questo problema che ricade così sulle
nostre spalle. E' evidente che ancora una volta non possiamo che ribadire l'
ennesimo appello rivolgendoci al Comune, alla Provincia ed alla Regione.
Tutti sanno che da tempo siamo alla disperata ricerca di un impianto
sportivo e non vediamo nessuno spiraglio; ma non ci arrendiamo e
continuamente sollecitiamo la loro attenzione, se noi oggi dovessimo dare
una data per quella che è la risoluzione del problema non l'avremmo. L'
orizzonte non è nitido, se già potessimo dire fra un anno o due il problema
sarà risolto, allora saremmo veramente a buon punto, invece non siamo in
grado di farlo. Noi però non stiamo con le mani in mano aspettando gli
eventi, ma ancora una volta probabilmente dove non arriverà la mano
pubblica e l'impegno istituzionale, cercheremo di sopperire con delle
iniziative private: qualcosa si sta già muovendo. Stiamo ancora cercando di
trovare le forze, le energie, le risorse, anche economiche, per avere lo
stimolo affinché questo problema dopo quarant'anni si possa risolvere. Noi
vogliamo comunque dare un barlume di fiducia, perchè qualche piccola
fiammella arde che alimenta la nostra speranza e noi auspichiamo di poter
risolvere il problema, ma sempre, e vogliamo ribadirlo, se riusciremo sarà
solo grazie ad iniziativa privata, di singoli appassionati che stanno
credendo al nostro progetto".
La volontà della compagnia del Catania Warriors è quella di poter giocare le
proprie partite casalinghe in uno stadio ubicato nella Provincia di Catania
lì dove gli appassionati del Catania Warriors, provenienti anche da tutto l'
hinterland catanese, così come hanno sempre fedelmente fatto, potrebbero
continuare a seguire lo spettacolo che soprattutto quest'anno sarà ad
altissimo livello grazie alla partecipazione della squadra al campionato di
IBL.
"Ecco perché lancio la mia provocazione - aggiunge Consiglio - e ribadisco
che siamo l'unica squadra al mondo di massima serie a non avere un campo.
Tra poco meno di due mesi inizierà il campionato ed in vista di questo
stiamo valutando quale potrebbe essere la migliore soluzione per la prossima
stagione. Per questo stiamo avviando delle importanti collaborazioni che si
stanno concretizzando con le società di Palermo, in virtù di forti sinergie
che si svilupperanno di qui a pochissimi giorni. Palermo è dotata di un
bellissimo diamante, che necessita però di indispensabili ritocchi per
affrontare una stagione di questo livello. Speriamo che tutto questo si
possa realizzare nel breve periodo che rimane a disposizione e che questi
interventi si possano realizzare con l'aiuto delle Istituzione preposte,
altrimenti dovremo trovare delle soluzioni alternative che potrebbero
vederci protagonisti in un altro contesto sempre all'interno della Sicilia.
Non vorremmo avere oltre al danno anche la beffa".


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