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Stagione 2010/11

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Bologna-Catania, le pagelle

domenica 31 maggio 2009


A cura di Giuseppe Lo Faro

ANTONIOLI: 6,5 – Incolpevole sul gol del Catania, per il resto è sempre attento.
ZENONI: 6 – Prova senza sbavature.
CASTELLINI: 6 – Soffre la verve di Morimoto e se la cava con mestiere.
TERZI: 7 – Lo stacco di testa è imperioso: ma chi aveva il compito di prenderlo in consegna?


VALIANI: 6 – Spinge a tratti.
MUTARELLI: 6,5 – Tanta quantità, meno qualità ma resta un elemento prezioso.
MINGAZZINI: 6,5 – Apre le danze con quella conclusione che sorprende Acerbis.
AMOROSO: 7 – Padrone assoluto del centrocampo, già in occasione della gara di andata al Massimino aveva destato un’ottima impressione. Detta i tempi e non fa rimpiangere Volpi.
CESAR: 6 – Parte col piede sull’acceleratore, peccato per lui che non abbia più di mezz’ora di autonomia.
DI VAIO: 6 – Spreca un’infinità di palle gol prima di trafiggere Acerbis: un gol che non basta per conquistare il titolo di capocannoniere. Ma senza le sue reti il Bologna, a quest’ora, sarebbe in serie B.
OSVALDO: 6,5 – Sulle sue giocate e sulle sue incursioni la difesa di Zenga balla. Rivisto sui livelli di Firenze.
COELHO: 6 – Rileva Cesar in difetto di ossigeno e fa il suo dovere.
MARCHINI E LANNA: s.v.

CATANIA

ACERBIS: 5,5 – L’errore sul gol di Mingazzini è grave. Si riscatta in parte, limitando i danni sui tentativi ripetuti Di Vaio. Nulla può sul colpo di testa di Terzi e sulla rasoiata del bomber rossoblù.
IZCO: 5 – Soffre maledettamente Cesar nel primo tempo. Un tantino meglio nella ripresa. La prestazione resta, comunque, ben al di sotto della sufficienza.
SILVESTRE: 5 – Di Vaio è un brutto cliente e l’argentino vive un pomeriggio nero.
TERLIZZI: 4,5 – Chiude nel peggiore dei modi la sua avventura in rossazzurro. Zenga lo toglie nell’intervallo.
CAPUANO: 5 – Lento e impreciso. Inguardabile una sua punizione calciata in curva nel secondo tempo.
SCIACCA: 5,5 – Così così nel primo tempo, cresce nella seconda parte di gara.
CARBONI: 6 – Impiegato prima a centrocampo e poi in difesa prova a chiudere le falle. Non sempre ci riesce e Di Vaio, in occasione del 3-1, lo supera agevolmente.
TEDESCO: 6 – Tra i migliori, quanto meno per grinta e impegno.
MASCARA: 6 – Gioca a tutto campo, si sacrifica e perde in lucidità. E adesso la maglia azzurra: giusto riconoscimento per una stagione indimenticabile.
MARTINEZ: 5,5 – Fumoso e inconcludente.
MORIMOTO: 6,5 – Firma un bel gol ed è uno dei pochi a mettere in difficoltà la retroguardia di Papadopulo.
LLAMA: 5 – Spreca il pallone del possibile pari.
D’AMICO E FALCONIERI: s.v.

L’ARBITRO

BANTI: 6 – Pomeriggio tranquillo.

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Presto il nome del nuovo tecnico


Il presidente, Nino Pulvirenti, parla di una "stagione straordinaria". Dell'addio di Zenga dice: «Walter non resta, è stato un divorzio consensuale». L'identikit del prossimo allenatore? «Giovane, sui 40 anni, bravo e esordiente in serie A.

Diciamo che qualche idea ce l'abbiamo». Il momento più bello della stagione? «Il derby col Palermo vinto 4-0».

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Zenga "Poco precisi sotto porta"


Walter Zenga ha chiuso il suo cammino sulla panchina del Catania con una sconfitta. Le soddisfazioni in Sicilia, però, sono state molte. "L'immagine che mi porto dietro di questa stagione è quella dei punti fatti in classifica: 43

E non dimentichiamo la convocazione in nazionale di Biagianti e Mascara. Oggi siamo stati poco precisi sotto porta ma abbiamo avuto le nostre occasioni per riaprire la partita, peccato però che il gol di Di Vaio l'abbia chiusa. Oggi ho schierato in campo molti giovani perché quest'anno sono stati la nostra soddisfazione".

L'allenatore non sa ancora quale sarà la sua squadra nella prossima stagione, prima preferisce staccare la spina. "Andrò nella mia casa di Bucarest a salutare parenti e amici con mia moglie e il bebè che arriverà tra cinque mesi".


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Più rispetto per chi ha fatto la storia...

lunedì 25 maggio 2009


A cura di Igor Pagano

Come finisce, sappiamo come finisce!! Un coro sentito allo stadio ultimamente...Così è stato!! Sapevamo che Zenga sarebbe andato via, sapevamo che Baiocco aveva rotto con la società, che Spinesi e Stovini dovevano dimezzarsi lo stipendio per rimanere, che a Bizzarri non avrebbero dato l'aumento...Quello che non sapevamo è che adesso si chiama "carrambata" il giro di campo di 3 uomini che hanno fatto grande il Catania!! Capitan Baioccco, Bomber Spinesi e...colui che con le sue parate ci salvò anche lo scorso anno (quando subentrò a Polito)...ovvero Bizzarri!!

Ci voleva più stile!! Più rispetto per delle bandiere del Catania!! Stovini che piange a fine gara è l'emblema di una grande stagione macchiata troppo nel finale!! Il futuro? Atzori, Campagnolo, Pratali...con tutto il rispetto ci vogliono investimenti più consistenti!! Sappiamo anche già che l'abbonamento costerà 300 euro in curva...sempre il più caro sempre di più!! Se si parla di 5 componenti...una di esse siamo noi tifosi!! Vogliamo prezzi più "umani", più rispetto per i sacrifici che facciamo e soprattutto più stile nel congedare i calciatori e nel rispondere alle lamentele, spesso giuste, di noi tifosi!! Saremo sempre a riempire gli spalti ovunque...siamo noi il Calcio CATANIA!!

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Catania-Napoli, le pagelle

domenica 24 maggio 2009


A cura di Giuseppe Lo Faro

KOSICKY: 6 – Bogliacino lo sorprende, per il resto è impeccabile e ha il merito di tenere in partita il Catania e di salvare il possibile due a zero del Napoli.
STOVINI: 6,5 – Rivisto sui suoi livelli dopo la brutta prestazione di Roma.
TERLIZZI: 6 – Le tribune lo fischiano ma, tranne qualche piccola sbavatura, non commette grandi errori.


CAPUANO: 6 – Delizioso il cross che mette Morimoto nelle condizioni di battere Navarro..
IZCO: 6 – Non brilla e, in avvio di ripresa, stende Mannini: il rigore poteva starci.
TEDESCO: 6,5 – Sta chiudendo benissimo la stagione.
SCIACCA: 6 – Gioca con la sicurezza di un veterano. Nell’occasione fa anche il capitano.
LLAMA: 5,5 – Non combina granchè.
MARTINEZ: 6 – Meno vivace e meno incisivo rispetto alle ultime uscite ma ha il merito di procurarsi il rigore decisivo.
MASCARA: 6,5 – Cresce con il passare dei minuti e gioca a tutto campo. Splendido un recupero su Lavezzi. Freddo e implacabile dal dischetto.
MORIMOTO: 6,5 – E’ uno degli uomini sui quali costruire il Catania del futuro. Imperioso lo stacco di testa che regala il pareggio al Catania.
FALCONIERI: 8 – Un eurogol che vale il prezzo del biglietto.
BIAGIANTI E CARBONI: s.v.

NAPOLI

NAVARRO: 6 – Poche colpe sui gol anche se sulla conclusione di Falconieri è leggermente avanzato.
SANTACROCE: 6 – Il migliore della difesa azzurra.
CONTINI: 5 – Non chiude su Morimoto e provoca il rigore.
ARONICA: 5,5 – Gli attaccanti rossazzurri lo mettono in costante apprensione.
GRAVA: 5,5 – Non sfrutta adeguatamente gli ampi spazi che si aprono.
PAZIENZA: s.v. – Si infortuna dopo un quarto d’ora.
BOGLIACINO: 6 – Prova a mettere ordine sulla fascia di mezzo e segna un gran bel gol.
BLASI: 5,5 – Troppo irruento e falloso.
MANNINI: 5 – Non spinge come può e come sa. Izco lo stende in area ma Baracani non vede. E al rigore per il Catania perde la pazienza e si becca il rosso.
ZALAYETA: 5 – Un colpo di testa che sfiora il palo e null’altro.
PIA’: 5 – L’ex non si vede proprio.
DATOLO: 5,5 – Rileva Pazienza senza incidere più di tanto.
LAVEZZI: 5,5 – Non è al meglio. Crea un po’ di scompiglio ma è lontano parente del giocatore ammirato nel girone d’andata.

L’ARBITRO

BARACANI: 5 – Sbaglia le decisioni importanti.

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Donadoni non fa drammi


Seconda sconfitta consecutiva per il Napoli di Roberto Donadoni che nelle ultime 19 giornate ha vinto una sola volta. Il tecnico azzurro non fa drammi dopo il ko di Catania in una gara che non aveva più nulla da chiedere al campionato.

"Abbiamo affrontato l'impegno come si doveva. Volevamo fare bene a Catania. La squadra si è comportata bene fino ad un certo punto. Poi ci è mancato un pizzico di determinazione ed abbiamo pagato qualche ingenuità".

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Walter Zenga lascia il Catania


Walter Zenga lascia il Catania. È lo stesso tecnico ad annunciarlo in sala stampa subito dopo la vittoria dei rossazzurri sul Napoli: «Questa è stata la mia ultima partita qui - ha detto il tecnico dei siciliani -. Non vado via perchè ho un'altra squadra pronta. Ho semplicemente parlato con la società e alla fine ho tratto le mie conclusioni. Resta il massimo rispetto per la dirigenza e per la città, qui ho vissuto un'esperienza molto intensa».


Walter Zenga si è congedato da Catania usando toni concilianti: «Ho vissuto una bella esperienza, ma le cose belle a volte finiscono. Meglio farle finire quando si sta bene. Non c'è stata alcuna rottura, lascio una realtà nella quale mi sono trovato sempre benissimo e che mi ha dato tanto. È una decisione sofferta perchè ho avuto grande feeling con chi ha lavorato con me. È una scelta mia, che nulla ha a che vedere con le voci che mi hanno circondato in questo periodo. Spero che a Catania abbiano un bel ricordo di me».

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Catania-Napoli 3-1, il tabellino


CATANIA-NAPOLI 3-1
Catania (4-3-1-2): Kosicki 6; Izco 6, Terlizzi 6, Stovini 6, Capuano 6,5; Sciacca 6 (41' st Carboni sv), Giac. Tedesco 6,5 (21' st Biagianti 6), Llama 5,5 (15' st Falconieri 7); Mascara 6, Martinez 6; Morimoto 6,5. A disposizione: Acerbis, Paolucci, D'Amico, Silvestri. All. Zenga

Napoli (3-5-2): Navarro 5,5; Santacroce 5,5, Contini 6, Aronica 6; Grava 5,5, Blasi 5,5 (30' st Gargano sv), Bogliacino 6,5, Pazienza sv (18' Datolo 6), Mannini 6,5; Zalayeta 5,5, Pià 5 (13' st Lavezzi 5,5). A disposizione: Gianello, Vitale, Denis, Rinaudo. All. Donadoni.
Arbitro: Baracani
Marcatori: 28' Bogliacino (N), 42' Morimoto (C), 42' st rig. Mascara (C), 46' st Falconieri (C)
Ammoniti: Blasi e Contini (N), Martinez (C)


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Orizzonte Catania Campione d'Italia

sabato 23 maggio 2009


La Geymonat Orizzonte Catania conquista il suo 17° scudetto. Davanti ad oltre 700 tifosi, che l'hanno incitata dal primo all'ultimo minuto, ha superato la Fiorentina Giotti 10-5 nella gara 4 di finale playoff del 25° campionato di A1 femminile. Partita vivace, gioco veloce, tanto agonsimo e continui capovolgimenti.


La partita. Nel primo tempo la Fiorentina attacca di più ma sbaglia anche molto; l'Orizzonte è più fredda e capitalizza tutte le occasioni. Il primo gol è di Tania Di Mario su rigore dopo 4'22". Raddoppia Bosurgi in superiorità a 5'36" e dopo venti secondi Musumeci fa 3-0 ancora in superiorità numerica. Nel secondo tempo controbreak della Fiorentina che con Masi in apertura, Casanova e Frassinetti dal centro e Lavorini con una palomba si porta 3-4. Pareggia Bosurgi a 56 secondi dalla fine. Nel terzo periodo torna in cattedra l'Orizzonte con 4 gol e altrettante occasioni da gol. Doppietta di Miceli, poi il rigore parato da Brancati a Biancardi (occasione della Fiorentina per portarsi a -1) e dopo Bosurgi su rigore e Garibotti dalla distanza. Nell'ultima frazione non cambia la sostanza del risultato. Biancardi accorcia le distanze su tiro di rigore dopo 29 secondi, Bosello e Miceli mettono gli ultimi sigilli sulla vittoria.

Il Presidente della Federazione Italiano Nuoto, Paolo Barelli, ha voluto fare i suoi complimenti alle due squadre. "Desidero rivolgere i complimenti all’Orizzonte Geymonat Catania per il diciassettesimo titolo italiano della sua storia e mi congratulo con la Fiorentina Waterpolo Giotti per i valori tecnici, l’impegno e la correttezza sportiva espressi nel corso dell’intera stagione e delle finali scudetto. Il successo dell’Orizzonte e l'ottima stagione della Fiorentina che si è confermata all'altezza, dimostrano che nel nostro campionato si è raggiunta una sorta di equlibrio, sinonimo di crescita dell'intero movimento pallanotistico femminile".

Il tabellino
Geymonat Orizzonte Catania-Fiorentina WP Giotti 10-5
Geymonat Orizzonte Catania: Brancati, Miceli 3, Garibotti 1, Tagliaferri, Di Mario 1 (rig.), Bosurgi 3 (1 rig.), Bosello 1, Ragusa, Gil, Musumeci 1, Vettorello, Maugeri, Messina. All. Pierluigi Formiconi.
Fiorentina Waterpolo Giotti: Gigli, Biancardi 1 (rig.), Lavorini 1, Colaiocco, Mila De Magistris, Casanova 1, Masi 1, Lapi, Cotti, Fagioli, Frassinetti 1. All. Gianni De Magistris.
Arbitri: Caputi e De Chiara
Note: parziali 3-0, 1-4, 4-0, 2-1. Uscite per limite di falli Musumeci nel secondo e Biancardi nel quarto tempo. Superiorità numeriche. Orizzonte 3/10 + 2 rigori e Fiorentina 1/6 + 2 rigori. Nel terzo tempo, sul risultato di 6-4, Brancati ha parato un rigore a Biancardi. Spettatori 700 circa.

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Juventus-Catania 4-0, rossazzurri fuori negli ottavi


La Juventus accede alla final eight del Trofeo "Giacinto Facchetti" piegando le resistenze del Catania con un 4-0 accettato come dimostrazione di superiorità bianconera. Risultato pesante che non cancella però i meriti di un'annata positiva per la formazione di punta del settore giovanile rossazzurro, capace oggi di resistere fin quasi al termine della prima frazione di gioco, quando un'autorete di Strumbo consentiva ai torinesi di rompere l'equilibrio.

Il contraccolpo psicologico pesava sull'approccio alla gara nella ripresa: al 55' il raddoppio di Esposito in ripartenza, poi un eurogol di Daud, conclusione dalla distanza all'incrocio dei pali, infine il calcio di rigore del definitivo 4-0 trasformato da Vecchione. Mister Pulvirenti osserva: "Peccato, inizialmente la squadra aveva retto bene contro un avversario di caratura eccellente, sulla falsariga del match d'andata. Poi è cambiato qualcosa sul piano della fiducia, probabilmente, forse anche per via della presenza in campo di molti ragazzi tra i meno esperti del gruppo, bravi ma non ancora avvezzi a gestire le difficoltà. L'epilogo è amaro ma costruttivo: da questo doppio confronto usciamo anzitutto con una preziosa esperienza in più. Il bilancio dell'annata rimane ovviamente positivo, in proiezione futura questo è un gruppo che può crescere tanto, ancora".


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Hamsik fermo per una tendinite


Gli azzurri proseguono il lavoro in vista della trasferta di Catania: si ferma Hamsik a causa di una tendinite. Donadoni ha fatto svolgere ai suoi una seduta mattutina a Castelvolturno basata sulla tecnica con schemi di gioco ed applicazioni su calci da fermo

Lavoro differenziato per Cannavaro che sta smaltendo una lieve distrazione del legamento collaterale del ginocchio sinistro. Domani è in programma la seduta di rifinitura prima della partenza per Catania.

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Martinez convocato in nazionale


Oscar Washington Tabarez, commissario tecnico dell'Uruguay, ha incluso Jorge Martinez nel gruppo dei convocati per le prossime gare contro Brasile (sabato 6 giugno a Montevideo) e Venezuela (mercoledì 10 giugno a Puerto Ordaz), valide per il girone di qualificazione ai Mondiali del 2010

La chiamata del numero 25 del Catania, ormai stabilmente tra i protagonisti della blasonata selezione "Celeste", premia un finale di campionato caratterizzato da elevati livelli di rendimento per l'attaccante sudamericano.

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L'esordiente Baracani per Catania-Napoli

venerdì 22 maggio 2009


Questi gli arbitri designati per dirigere la 37° giornata del campionato di serie A

Atalanta-Palermo: Pierpaoli di Firenze
Cagliari-Inter: Calvarese di Teramo
Catania-Napoli: Baracani di Firenze Chievo-Bologna: Farina di Novi Ligure
Lecce-Fiorentina: Gava di Conegliano
Milan-Roma: De Marco di Chiavari
Sampdoria-Udinese: Celi di Campobasso
Siena-Juventus: Damato di Barletta
Torino-Genoa: Saccani di Mantova

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A Castelvolturno differenziato per Cannavaro

giovedì 21 maggio 2009


Seduta pomeridiana oggi per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match di Catania, penultima giornata di Serie A. Lavoro tecnico tattico imperniato sul possesso palla. Amichevole in famiglia terminata 3-1 con reti di Lavezzi, Montervino, Denis e Hamsik.

Lavoro differenziato per Cannavaro che sta smaltendo una lieve distrazione del legamento collaterale del ginocchio sinistro. Domani seduta mattutina.

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Catania-Napoli, i precedenti

mercoledì 20 maggio 2009


A cura di Piero Armenio

Sono 11 le partite complessive ( c'è anche un trofeo amichevole nel computo ) tra partenopei e rossazzurri in casa del Catania: netta la superiorità catanese forte di 6 vittorie, 3 pareggi e solo due successi napoletani.
Il Napoli non ha mai vinto in serie A alle falde dell'Etna e comunque non fa punti quì da noi dal 2002.

Nei primi anni del '900 svariati erano i sodalizi che si occupavano di calcio a Napoli. Nel 1904 era nato il "NAPLES", nel 1912 l'"INTERNAZIONALE NAPOLI". Più tardi, stagione 1919/20, compare nel girone centro-sud anche la "PRO NAPOLI".
Anni pioneristici? Fino ad un certo punto perchè nel 1915, causa scoppio della Grande Guerra, il campionato di calcio fu sospeso e poi assegnato a tavolino al "solito" Genoa senza che venissero disputate le finali scudetto alle quali avrebbero dovuto prendere parte le formazioni partenopee. La Napoli calcistica avrebbe potuto vincere lo scudetto ben 72 anni prima del primo storico tricolore del 1987!
Per la stagione 1922/23 ai nastri di partenza ecco un nuovo club nato dalla fusione dei vari sodalizi, l'"INTERNAPLES".
Il cerchio si chiude il 1° agosto del 1926 quando, in maniera definitiva, viene fondata la "SSC NAPOLI", storico marchio dichiarato fallito nella torrida estate del 2004 quando, con il lodo Petrucci, si insedia alla presidenza l'attuale numero uno azzurro, Aurelio De Laurentiis. Il dazio da pagare è pesantissimo: perdita della B, si riparte dalla C/1. Un inferno lungo due stagioni intere.
Il Napoli è retrocesso nella sua storia 6 volte in B. Il periodo d'oro tra il '65 e il '98, un'ininterrotta cavalcata sempre in A con la bacheca dei trofei da aggiornare: 2 scudetti, 1 coppa UEFA, 3 coppe Italia, una coppa delle Alpi, 1 coppa di lega italo-inglese.
In un triste pomeriggio di Parma nel 1998 la Napoli sportiva conosce l'umiliazione dell'ultimo posto senza lottare, la retrocessione in B e una sfliza di record negativi che fece arrossire anche il tifoso più orgoglioso.
La scena triste che i giornali immortalarono in foto vedeva il numero uno azzurro Pino Taglialatela uscire a testa bassa dal Tardini mentre un solitario e ignaro bambino sventolava amaramente un vessillo azzurro partenopeo nella curva ospiti completamente vuota per la prima volta.
Andiamo ad elencare tutte le sfide tra i due club, autentiche "regine" del meridione calcistico. Si parte dalla B '49/50: il 22 gennaio del '50 il Napoli vinse 0-1.
Il 19 giugno '55, primo storico confronto in massima serie, terminò in perfetta parità: 1-1 all'ultima giornata.
Anni '60, il Catania comincia a "suonarle" ai colleghi campani: 1-0 il 14 maggio '61 ( 14° di ritorno ), 1-0 il 10 marzo '63, 0-0 il 30 gennaio '66 ( seconda di ritorno ) con il Catania penultimo e il Napoli 3° davanti alla Juve con Omar Sivori all'attacco e Roberto Fiore presidente.
Iutile ai fini della classifica anche il successo rossazzurro per 1-0 del 23 maggio '71, ultima giornata con i catanesi già in cadetteria.
Le due squadre tornano a sfidarsi in un'altra disgraziata serie A: il 14 dicembre 1983, 11° giornata, il risultato ad occhiali ( 0-0 ) è l'unico possibile per due formazioni in cerca di identità. Un'altra lunga pausa ( 17 anni ) e le due squadre incrociano tenzone nell'estate del 2000, trofeo Massimino e rumorosa presentazione della squadra nell'anno primo dell'era Gaucci. Triangolare con gare da 45 minuti con Catania, Perugia e Napoli. Nella gara inaugurale i rossazzurri battono gli azzurri 1-0 con una gran bella rete di Passiatore, che nei mesi successivi divorzierà dalla società etnea. Era il Napoli di Zeman da poco rientrato in A. Un Napoli destinato a fare poca strada.
Difatti il Catania fa in tempo a ritornare in B dopo 15 anni che subito ritrova la squadra allora presieduta da Salvatore Naldi. Il 5 novembre del 2002 ( recupero della prima giornata ) gli azzurri passano con un secco 0-2 al Massimino ( Dionigi su rigore al 32° e Sesa su punizione all'81° ). Una partitaccia piena di errori grossolani e con un clima metereologico assurdo contraddistinto da pioggerellina mista a cenere vulcanica. Gara in notturna, ovviamente, ed esonero definitivo di Maurizio Pellegrino a fine gara.
Tutt'altra musica si respirò il 14 dicembre 2003, giornata radiosa di sole: un Catania forte e spensierato nella concezione calcistica di Colantuono, trionfò senza problemi sul Napoli vincendo 1-0 con una rete-capolavoro di Lulù Oliveira, autentico incubo del portiere Manitta che già l'anno prima aveva castigato al "Celeste" con una tripletta mitica.
Tra i doppi ex storici annoveriamo: il solito Claudio Ranieri, Ciccio Cordova, Iezzo, Montervino, De Zerbi, Pià, Reja, Renato Olive...
Infine l'ultimo precedente dell'anno scorso: 3-0 il 6 aprile 2008, la "prima" di Zenga in serie A da tecnico, reti di Colucci, Spinesi e Vargas.

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Maroni "Campionato con meno incidenti rispetto agli anni passati"


Grazie alla linea dura sulla sicurezza negli stadi il Campionato che si sta per concludere è quello con il minor numero di incidenti gravi dagli ultimi anni. A tracciare il bilancio sulla sicurezza negli stadi è stato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, questa mattina a Varese per le celebrazioni per la festa della Polizia.

"Questo Campionato - ha detto Maroni - si chiuderà con il minor numero di incidenti gravi e con l'impiego del minor numero di Forze dell'ordine dagli ultimi anni". Purtroppo, ha aggiunto "da tifoso milanista, si chiuderà con la vittoria di una squadra per cui io non tifo". Il ministro, parlando della sicurezza negli stadi, aveva fatto notare che "la prima domenica di Campionato si era aperta con i tifosi del Napoli che ci hanno lanciato una sfida. Noi l'abbiamo accolta e abbiamo vietato le trasferte ai tifosi violenti".

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Gli azzurri preparano la trasferta di Catania


Seduta pomeridiana oggi per il Napoli a Castelvolturno. Gli azzurri preparano il match di Catania, penultima giornata di Serie A.

Allenamento prevalentemente tecnico con soluzioni di gioco e conclusioni a rete con la rosa divisa in gruppi. Si sono riaggregati Lavezzi e Gargano che hanno svolto lavoro completo. Da oggi, e per una serie di giorni, i calciatori effettueranno test con attrezzature specifiche per monitorare il quadro cardio respiratorio. Domani seduta mattutina.




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Fabio Pagliara nuovo presidente della Catania sportiva

martedì 19 maggio 2009


Nel corso dell'assemblea dei soci, che si è tenuta ieri
sera all'hotel Sheraton, Fabio Pagliara è stato eletto
nuovo presidente della Catania Sportiva.


Il nuovo progetto triennale parte dalla volontà di far
diventare la Catania Sportiva una "fondazione per lo sport
cittadino", a supporto di tutti gli sport catanesi (anche
dell'attività di base). Questo non significa ovviamente
un abbandono della pallavolo, che resterebbe parte
integrante del progetto aprendo sempre di più ai giovani e
costruendo così la base per tornare ai vertici.

LE PAROLE DEL NUOVO PRESIDENTE. Fabio Pagliara, che nel
precedente triennio, ha occupato la carica di amministratore
delegato, ha subito esposto le linee guida del progetto
Catania Sportiva.
"Credo che dobbiamo avere un approccio strategico e non
tattico della società. Per continuare e rilanciare il
progetto dobbiamo avere una visione chiara non solo del
volley, ma di quello che sta accadendo nello sport nazionale
e nell'economia, a Catania e in Italia. Per questo ci
sforziamo di parlare prima ancora che di pallavolo, di
sport. Per questo ci siamo proposti degli obiettivi, prima
ancora che agonistici, di sistema".
Un sistema-sport che a Catania vive in costante
difficoltà. "Catania ha bisogno che si riprenda a
parlare di sport in modo alto e programmatico, non politico.
Ma bisogna farlo sulla base della realtà. E la realtà,
purtroppo, e va detto con chiarezza, è che, calcio a
parte, la crisi c'è e credo sia un errore nasconderla".
Nasce così la base del nuovo progetto targato Catania
Sportiva. "Diventeremo, spero in tempi brevi, una
Fondazione per lo sport, attraverso un'attività di
politica sportiva che sia di supporto allo sport cittadino,
sia di vertice che di base con grande attenzione agli
aspetti di innovazione e di ricerca.
Tutto ciò però non deve essere visto come un modo per
abbandonare il volley, anzi è il contrario. Ma senza una
logica di sistema non si va da nessuna parte. Per quanto
riguarda la pallavolo, il primo passo sarà il risanamento.
Non sarà un processo breve, ma manterremo fede agli
impegni presi. In questo ultimo anno ci sono successe cose
che avrebbe ammazzato qualsiasi società. Noi invece siamo
ancora qui, con dignità e lealtà".
Il progetto tecnico invece sarà sempre più orientato ai
giovani. "Io credo che nei prossimi anni la A2 diventerà
sempre più un campionato a prevalente composizione locale.
Quindi percorreremo questa strada per formare il maggior
numero di atleti del posto. Grazie ad una base catanese e
siciliana, contiamo in 3 o 4 anni di poter ambire al ritorno
in A. Ma, lo ripeto, ci torneremo con atleti e tecnici in
grandissima parte catanesi. Intanto subito chiederò alle
altre società catanesi di incontrarci per mettere su un
progetto che , insieme, ci porti già l'anno prossimo a
centrare la finale nazionale in tutte le categorie. Poco
importa con quale società. Molto importa, invece, che i
ragazzi catanesi possano vivere queste esperienze di alto
livello tecnico e umano".

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Catania-Napoli, ad ogni tifoso in regalo una maglietta commemorativa

lunedì 18 maggio 2009


Una settimana di celebrazioni per un grande traguardo: ottenuta la terza salvezza consecutiva in serie A con 3 giornate d’anticipo sul piano matematico e soprattutto a coronamento di un’annata libera da reali sofferenze agonistiche

il Calcio Catania, pur costantemente proteso al lavoro in chiave presente e futura, si appresta a condividere la gioia per il raggiungimento del cruciale obiettivo con tutte le componenti che hanno contribuito a tale successo, attraverso i consueti appuntamenti di fine anno con la stampa e gli sponsor. Un risultato lusinghiero, la salvezza anticipata, che rimanda ad una dimensione di crescita evidente sotto ogni aspetto: sportivo così come programmatico e strutturale, considerando l’esponenziale progresso in corso nel Settore Giovanile e l’imminenza dell’inizio dei lavori per il Centro Sportivo. Per l’intitolazione dello stesso, sarà presto indetta un’iniziativa a premi riservata ai tifosi rossazzurri. In programma a breve anche un convegno sul presente e sul futuro del club dell’Elefante, teso ad individuare soluzioni per ricavare dalla ricchezza sportiva rappresentata dal Catania in serie A, e dalla sua ferma e seria intenzione di sviluppo, sbocchi lavorativi da offrire ai catanesi. I festeggiamenti raggiungeranno il culmine in occasione dell’ultima gara interna della prima squadra, in programma domenica 24 maggio alle 15 contro il Napoli: nel pre-partita la sfilata del futuro, con i ragazzi del settore giovanile e delle scuole calcio affiliate che si concederanno un giro di pista per salutare il pubblico; ad ogni tifoso presente allo stadio Massimino sarà riservata in omaggio una t-shirt commemorativa.


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Zenga "Ho un contratto e resto qui"


Tutti lo cercano, ma lui resta dov'è. Walter Zenga ha stupito tutti con il Catania e ha attirato gli occhi di molti direttori sportivi. Torino, Bologna e Sampdoria lo vorrebbero sulle rispettive panchina ma lui giura di restare a in Sicilia.

"Io ho un contratto col Catania, problemi non ce ne sono". La squadra etnea ha raggiunto la salvezza con ampio anticipo e dopo le prime giornate sembrava che potesse arrivare anche qualcosa di più. "Abbiamo finalmente stupito - dice ai microfoni di Gr Parlamento - A inizio stagione avevamo detto di voler stupire e abbiamo mantenuto la parola. Le due perle sono stati i due derby vinti senza subire gol, ci dispiace non aver dato qualche soddisfazione in piu' ma speriamo di togliercele l'anno prossimo".

L'unica macchia della stagione rossazzurra è stata prota proprio il rilassamento a salvezza ormai raggiunta. "Abbiamo fatto un campionato importante perche' siamo riusciti a fare 37 punti in 29 partite, gli stessi fatti nel campionato scorso ma in 38 gare. Inconsciamente, una volta raggiunta la quota salvezza, la squadra si e' un po' rilassata, specie dopo aver battuto la Sampdoria 2-0, ma a Catania erano abituati a soffrire fino agli ultimi cinque minuti dell'ultima partita e nella gestione di queste ultime gare, dove bisognava trovare stimoli differenti e dare spazio ad alcuni giovani, era normale pagare dazio. Mai, pero', era successo che a Catania si potesse pensare alla stagione successiva negli ultimi due mesi".


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Silvestre fermato un turno


Mano pesante del giudice sportivo sul Lecce: squalificati per due turni Papadopoulos e Polenghi; per uno Konan.

Questi gli altri giocatori fermati per una giornata: De Rossi (Roma), Kjaer (Palermo), Pepe (Udinese), Silvestre (Catania) e Volpi (Bologna). Ammende per le societa': 7.000 euro all'Inter e 5.000 al Napoli. Inibizione di dieci giorni a Enrico Preziosi (Genoa).

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Comunicato ufficiale RED BLUE EAGLES L'AQUILA 1978

domenica 17 maggio 2009


I Red Blue Eagles L'Aquila 1978 rendono noto i primi risultati del conto corrente bancario aperto in seguito al terremoto del 6 Aprile 2009
al giorno 15 Maggio 2009, i gruppi Ultras che hanno già aderito alla nostra iniziativa sono:
ASSOCIAZIONE SPORTIVA GUBBIO 1910
PANTHERS FANO 77
GIOVANNINI S.N.C. (un Ultras Curva Sud Roma)
CANI SCIOLTI LECCE
CRIPS 1988 CASERTA
FEDAYN BRONX CASERTA
SETTORE SUD CASERTA
FOREVER ATALANTA
CURVA SUD BENEVENTO



Al momento la cifra raccolta è pari a 4.005,22 €.
Altri gruppi Ultras si stanno adoperando alla raccolta fondi e saranno prossimi al versamento. Raccomandiamo a tutti di precisare bene il nome del gruppo di appartenenza, per noi è importante saperlo.
I risultati verranno aggiornati periodicamente: su internet, giornali sportivi e riviste ultras.
Ringraziamo tutti i gruppi Ultras che hanno già aderito e tutti quelli che lo faranno prossimamente.

IL VOSTRO GESTO NON SARA' MAI DIMENTICATO
PER SEMPRE ULTRAS
NON E' FORTE CHI NON CADE MA E' FORTE CHI CADE E SI RIALZA, L'AQUILA RIALZATI E TORNA A VOLARE.
RED BLUE EAGLES L'AQUILA 1978

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Catania Warriors Paternò vittorioso a Collecchio


Salgono a 9 le vittorie consecutive del Catania Warriors Paternò
È una corsa inarrestabile quella del Catania Warriors Paternò verso i play
off. Il nove di Falcone esce vittorioso anche dalla trasferta di Collecchio
e arrotonda il suo bottino di vittorie stagionali raggiungendo quota 11

Il
Catania Warriors Paternò, batte più degli avversari, alla fine saranno un
totale di 28 valide, e non sbaglia quasi nulla in difesa . I risultati 6 - 5
e 12 - 5 per i nero arancio che espugnano con facilità anche il diamante
comunale di Collecchio.
In gara-1 vittoria di misura per il Catania Warriors Paternò che batte
Collecchio con in risultato di 6 -5. I Battitori della squadra etnea fanno
capire sin dal primo inning agli avversari che per loro non sarà un
pomeriggio facile. Peppe Sciacca realizza un doppio che manda a punto Piovan
e Sosa, poi è lo stesso Sciacca ad arrivare a punto con Aluffi in battuta.
La squadra parmense accorcia però subito le distanze con due punti di Poma e
Ferrarini e pareggia al secondo inning con Corsi. Di nuovo avanti gli uomini
di Falcone al terzo e poi temporaneo vantaggio degli emiliani al quinto che
passano sul parziale di 5 -4. È l'ottavo l'inning dove si decide tutto di
Savasta il punto del pareggio e di Marquez quello decisivo per la vittoria.
Tira per 9 innings Franklyn Torres, che torna a giocare su altissimi
livelli.
Gara-2 conferma il buono stato di forma dei battitori etnei che realizzano
16 valide. Passano in vantaggio gli emiliani realizzando subito 2 punti nel
primo inning e uno nel terzo. 2 però i punti degli etnei al secondo e al
terzo inning con Giuseppe Sciacca e Sforza. Al quinto di nuovo Sforza e
Cabrera per il momentaneo 4 -3, pareggia subito il Collecchio con Saccò che
infila il punto su un errore della difesa paternese. Nei successivi 4
innings, gli uomini di Falcone continuano a macinare valide e punti (3 al
sesto e all'ottavo e 2 al nono), mentre gli avversari non riescono ad andare
al di là di un unico punto realizzato al settimo. Bel triplo di Sforza all'
ottavo che sfiora il fuoricampo. Si chiude sul 12 - 5. Si avvicendano sul
monte due lanciatori Quinterno e D'Ignoti, con Quinterno che vanta una media
PGL tra le migliori delle A2. Salgono così a 9, le vittorie consecutive del
Catania Warriors Paternò.
"Siamo estremamente soddisfatti di quanto fatto fino ad oggi, 11 vittorie ed
una sola sconfitta sono un ottimo bottino. - ha detto il Presidente del
Catania Warriors Paternò Antonio Consiglio- Le vittorie contro Collecchio
dimostrano il nostro buon momento di forma. Importante l'espressione di
forza in battuta di questo week - end. Ci sono state delle importanti
individualità, ma mi piace esaltare la forza del gruppo, non è stato facile
giocare due partite di fila fino a notte fonda(gara-2 si è conclusa alle
00.40). I ragazzi hanno dato l'anima e questo spirito di squadra deve essere
la nostra forza in più per il presente e per il futuro".
"Due vittorie così, contro un ottimo avversario sono per noi una grandissima
soddisfazione. - ha spiegato il Manager del CWP Benedetto Falcone - Abbiamo
battuto tantissimo, 28 valide nelle due partite sono numeri impressionanti.
La nostra forza in attacco che ci ha sempre contraddistinta è tornata. Buona
la prestazione di tutti. Peppe D'ignoti, in gara-2, ha tirato 3 riprese ad
ottimi livelli. I nostri attaccanti stimolati dall'incontro con quello che
le statistiche davano come il miglior lanciatore della A2, hanno lavorato
benissimo e il lavoro sul diamante si è visto. Su tutti Mario Pesce ha letto
benissimo il lanciatore, ma anche Sforza, Sciacca e Cabrera che ha battuto
4/5. Quest'anno abbiamo fatto un buon lavoro, perché partite risicate come
la prima lo scorso anno non riuscivamo a vincerle invece adesso riusciamo a
mantenere la concentrazione fino alla fine. Siamo stati molto attenti anche
in difesa commettendo solo 2 errori nelle due gare. Anche chi è rimasto in
dug out non ha fatto mancare il suo apporto, facendo il tifo fino all'ultimo
inning. Siamo contenti per la striscia utile di 9 vittorie consecutive, ma
dobbiamo mantenere alta la concentrazione. C'è tanta voglia di fare bene in
tutti".
Le partite sono state arbitrate da Roberto Giachi e Simone Segatori. Primo
classificatore Carlo Loschi.
Il Catania Red Sox Paternò (C1 - girone N) impegnata nella terza giornata di
campionato contro gli Eagles Misterbianco si è imposta di misura con il
risultato di 9 - 8. Lanciatori Andrea Montalto, Valentino Bonfiglio e Marco
Borzì. "Buona prova dei ragazzi - ha spiegato il Manager Rene Rojas a fine
gara - che hanno creduto nella vittoria fino alla fine. I ragazzi devono
ancora migliorare molto in difesa e mantenere di più l'attenzione sulle
basi, ma hanno già mostrato grandi prospettive di crescita. Ottimo il
rilievo sul monte di Borzì in un momento cruciale della gara".
"Bella vittoria, - ha dichiarato Nunzio Botta, direttore sportivo del CWP -
Spero che questa prestazione possa rappresentare l'inizio di un nuovo
campionato per noi. I ragazzi stanno prendendo fiducia e sono sicuro che
migliorando l'attenzione in fase difensiva potranno darci grandi
soddisfazioni per il resto del campionato".
La partita è stata arbitrata da Buda e Nicolosi.

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Campionato primavera, Catania-Juventus 2-4


Una resa onorevole, quella del Catania Primavera, in una cornice prestigiosa, quello stadio Angelo Massimino che rappresenta per ciascun giovane rossazzurro il luogo dei sogni, il teatro in cui esibirsi un giorno in serie A: è la sintesi di una calda domenica pomeriggio di sano spettacolo calcistico

con mille appassionati sugli spalti della tribuna coperta dell’impianto di Piazza Spedini che hanno apprezzato qualità ed agonismo di due squadre forti e determinate, brave ad offrire complessivamente sei gol e tanto divertimento. Tanta abilità su entrambi i fronti, bianconeri più esperti e concreti: vince la Juventus, che s’impone con un 4-2 troppo severo per la formazione allenata da Pulvirenti. Contro un avversario forte e capace di legittimare il successo specialmente nella ripresa, avendo a disposizione spazi per le ripartenze, il pur apprezzabile Catania paga tutto caramente, anche la componente episodica (leggi rimpalli sfavorevoli in occasione delle due reti bianconere nella prima frazione di gioco). La qualità di Yago Falquè trascina inizialmente la “Giovane Vecchia Signora” ad un break psicologicamente determinante specialmente nel momento del secondo gol, che arriva a spegnere l’entusiasmo dell’Elefante per il pareggio meritatamente ottenuto pochi minuti prima con capitan Sciacca, bravo a conquistarsi e trasformare un calcio di rigore. Nella ripresa, si scatena il centravanti Immobile, che realizza il 3-1 proprio nel momento in cui l’Elefante sembrava in grado di risollevarsi, dopo un avvio di ripresa difficoltoso. Delia, partito dalla panchina, dimostra grandi motivazioni e sfoggia orgoglio e fiuto del gol accorciando quindi le distanze; nel finale, il generoso forcing non dà esito, propiziando invece una devastante ripartenza bianconera, finalizzata nuovamente da Immobile per un 4-2 che rappresenta per i rossazzurri un verdetto ingeneroso e concede i favori del pronostico in chiave qualificazione alla Juventus: sabato il ritorno a Vinovo. Ma il Catania Primavera, oggi, ha meritato l’applauso e soprattutto la possibilità di esibirsi in uno stadio “da grandi”. Al termine della gara, capitan Sciacca è partito alla volta di Biella, dove da stasera sarà in ritiro con i compagni della Nazionale Italiana Under 20.
Campionato Nazionale Primavera Tim 2008/09 – Trofeo “Giacinto Facchetti”
Ottavi di finale – Gara di andata
Stadio “Angelo Massimino” Catania – 17 maggio 2009
Catania-Juventus 2-4
pt 19’ Yago, 35’ Sciacca (rig.), 38’ Yago; st 33’ Immobile, 42’ Delia, 44’ Immobile
CATANIA: Cirnigliaro; Perna, Campanella, Cuomo, Miceli, Strumbo, Sciacca (28’st Delia), Suarino (28’pt Nicastro) (31’st Urso), Morimoto, D’Amico, Donnarumma. In panchina: Licciardello, Ingemi, Masciari, Malafronte. All.: Pulvirenti.
JUVENTUS: Pinsoglio; Bamba, D’Elia, Marrone, Mirarchi (29’st Alcibiade), De Paola, Yago (37’st Toukam), Rossi, Immobile, Castiglia, Daud (31’st Esposito). In panchina: Piccolo, Serino, Pirrotta, Giovinco. All.: Maddaloni.
Arbitro: Carbone (Napoli). Assistenti: Ciampa (Torre del Greco) e Signorello (Napoli).
Ammoniti: Sciacca (C), Castiglia e Yago (J).


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Roma-Catania, le pagelle


A cura di Giuseppe Lo Faro

LE PAGELLE DI ROMA-CATANIA

ROMA

ARTUR: 6,5 – Prodigioso sulla doppia conclusione Martinez-Sciacca. Non esente da colpe sulla punizione di Mascara, si riscatta alzando in angolo un sinistro di Llama.


CASSETTI: 5 – Da brividi quando deve difendere: Morimoto lo uccella con lo splendido velo che lancia Tedesco. Meglio quando si propone: bello l’assist che mette Vucinic a tu per tu con Kosicky. Nel secondo tempo va più volte in confusione sugli assalti di un Catania più determinato.
MEXES: 5,5 –Soffre il moto perpetuo di Morimoto e Martinez.
PANUCCI: 6 – Come Mexes ma realizza il gol della vittoria.
RIISE: 6 – Nel primo tempo si vede poco. Sciacca prova a controllarlo, ora con le buone ora con le cattive. Più incisivo nella ripresa: una sua sventola accarezza il palo.
PERROTTA: 7,5 – Approfitta degli ampi spazi gentilmente concessi da un avversario in vena di regali e firma una doppietta decisiva.
DE ROSSI: 6 – Spalletti lo schiera davanti la difesa ma non sembra a suo agio. Sempre pericoloso quando conclude dalla distanza.
BRIGHI: 6 – Lavoro oscuro ma utile.
PIZARRO: 6 – E’ il vertice alto del rombo e, tra le due linee, crea qualche fastidio.
VUCINIC: 6,5 – Sorprende Stovini e mette sulla testa di Perrotta la palla dell’uno a zero. Realizza il raddoppio e sfiora la seconda marcatura personale.
TOTTI: 4 – Si vede solo quando litiga con Mascara.
MENEZ: 5 – Fumoso anche se si procura la punizione decisiva.
MONTELLA: s.v. – Pronto per la pensione.
TADDEI: s.v.

CATANIA

KOSICKY: 6 – Sulle reti giallorosse può poco o nulla. Bravo sulla botta ravvicinata di Vucinic. L’impressione, comunque, è che sia ancora un tantino acerbo per la massima serie.
SILVESTRE: 5,5 – Parte come esterno destro, poi fa il terzo difensore e viene coinvolto nel primo tempo nerissimo della retroguardia rossazzurra. Meglio nel secondo tempo. Era diffidato, salterà la gara con il Napoli.
TERLIZZI: 4,5 – Non trova mai le giuste misure. Perde di vista Vucinic sul due a uno. Una sua deviazione spiazza Kosicky. Rientro da incubo.
STOVINI: 4,5 – Si fa saltare dal pallone e da Vucinic in occasione del primo gol della Roma. Poco reattivo e poco concentrato come tutti i suoi compagni di reparto. Meritata la sostituzione. Una delle peggiori prove da quando è a Catania.
CAPUANO: 5 – Perrotta lo anticipa sul cross di Vucinic. Non riesce a chiudere sul bis del giallorosso. In evidente calo rispetto a qualche tempo fa.
BIAGIANTI: 6 – Non sta bene e si vede. Anche a mezzo servizio è, però, preziosissimo.
SCIACCA: 6 – Ha personalità. Propizia il pari di Tedesco. Sulla destra a volte si ritrova da solo. Zenga lo toglie nell’intervallo ma, secondo noi, non aveva demeritato.
TEDESCO: 8 – Primo gol in maglia rossazzurra, splendido lo scavetto che mette Artur fuori causa. Conquista la preziosa punizione che Mascara capitalizza in avvio di ripresa e offre a Martinez il pallone del possibile tre a tre. Firma l’assist per Morimoto. Cosa chiedere di più? Prestazione sontuosa.
MASCARA: 6,5 – E’ stanco. Ma firma un gran gol.
MARTINEZ: 6,5 – Splendidi i due slalom che lo portano ad un passo dal gol. Peccato si veda ad intermittenza e peccato che sprechi clamorosamente un’occasione d’oro: quel colpo di testa sopra la traversa grida vendetta.
MORIMOTO: 6,5 – Gol che ricorda quello della Favorita. E ha pure il merito della finezza che apre a Tedesco un corridoio propizio.
LLAMA: 6,5 – Con il suo ingresso il Catania cambia marcia. Velenoso il sinistro che costringe Artur alla prodezza.
IZCO: 6,5 – Non dispiace, anzi. Unico neo: il fallo su Menez che regala alla Roma la punizione da cui scaturisce il quattro a tre.
SILVESTRI: s.v.

L’ARBITRO

GAVA: 6 – Dirige senza affanni. .

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Zenga: "Stiamo chiudendo male la stagione"



"Stiamo chiudendo male una stagione straordinaria e questo è il mio più grande rammarico. Non rispondo alle domande sul mio futuro".

Dice due cose di numero, ma col tono che ha Walter Zenga nel dopopartita dell'Olimpico fa capire molto di più.

"Nel primo tempo ha giocato meglio la Roma, nella ripresa abbiamo fatto meglio noi. La sconfitta non me l'aspettavo, potevamo chiudere noi, ma questo è il calcio" manda rapidamente in archivio il 4-3 del suo Catania coi giallorossi il tecnico rossazzurro.

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Spalletti "Premiata la nostra generosità"


Critico Luciano Spalletti sull'atteggiamento della sua squadra dopo la rimonta catanese: "Abbiamo amministrato male". E’ un Luciano Spalletti stremato quello che si presenta ai microfoni di Sky dopo la giostra rutilante dell’Olimpico. Stremato ma sollevato: ha l’aria di uno che sa di averla scampata bella

“La squadra ha sudato bene nel primo tempo, in maniera organizzata e coerente”, commenta, “poi, quando la partita sembrava essere in discesa, probabilmente il fatto di crederla ormai vinta ci ha fatto abbassare un po’ i ritmi e l’attenzione. Si è giocato con troppa superficialità, abbiamo commesso un paio di leggerezze amministrando male la partita e il Catania, invece, facendo vedere lo stesso spiritoche ha accompagnato la corsa di questa squadra per tutto il campionato, è riuscito a pareggiare. A quel punto è stato tutto più difficile, perché la troppa sicurezza diventa timore di non farcela, ma nonostante tutto la squadra ha sfoderato la sua generosità. Abbiamo dato fondo a tutte le nostre risorse e all’ultimo siamo stati premiati”.


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Zenga "Vogliamo fare il bis", Sciacca titolare

venerdì 15 maggio 2009


Niente futuro, si parla solo della Roma. Alla vigilia della partita in casa dei giallorossi, Walter Zenga non concede spazio alle voci di mercato che lo vogliono via da Catania al termine del campionato

"Parlo solo della partita con la Roma, non di altro". Il tecnico rossoazzurro vuole tenere alta la concentrazione del gruppo in vista dell'anticipo di domani pomeriggio all'Olimpico. Domenica scorsa, nonostante la sconfitta casalinga con la Fiorentina, gli etnei hanno ottenuto la certezza aritmetica della permanenza in A. Ma Zenga milanese conta di togliersi ancora qualche soddisfazione nelle ultime tre giornate e di interrompere la striscia negativa di tre ko consecutivi, aperta a Lecce e proseguita in casa con Milan e Fiorentina.

"Nelle ultime giornate - ricorda Zenga - abbiamo affrontato avversarie in grande forma. Non è stato semplice, anche perché alcune assenze per infortunio o squalifica ci hanno complicato la vita. Quest'anno abbiamo centrato molti obiettivi, ora mi piacerebbe tagliare il traguardo di quota 42 che rappresenterebbe il record di punti del Catania da quando è tornato in A". Nella partita dell'andata al 'Massiminò gli etnei riuscirono a battere 3-2 la squadra di Spalletti. "Proveremo a ripetere - spiega il tecnico rossazzurro - la prestazione offerta all'andata. La Roma, negli ultimi anni, ha giocato il miglior calcio in assoluto e, a giudicare dal finale di partita a Cagliari, non è così in difficoltà come dicono". La stagione scorsa, nell'ultima giornata, creò diverse polemiche. "Clima teso nel passato? Non vale la pena di parlarne, certi discorsi andrebbero accantonati una volta per tutte".

Nelle ultime partite del campionato, Zenga darà ulteriore spazio ai giovani. Come Fabio Sciacca, fresco di convocazione nell'Under 20. "Questo è un premio - sottolinea Zenga - per l'ottimo lavoro svolto dal settore giovanile. Fabio si gioca un posto per il mondiale di categoria a settembre, traguardo di prestigio per lui e la società. Ora ha tutti gli occhi addosso, dovrà stare più attento. Domenica sarà impegnato con la Primavera nell'andata degli ottavi contro la Juventus, ma l'ho portato ugualmente a Roma perché a vent'anni può fare questo e altro".

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Europei under 21, Paolucci c'è



ROMA, 15 maggio - È stato ufficializzato, con l'invio alla Uefa, l'elenco dei quaranta azzurrini selezionati dal tecnico dell'Under 21, Pierluigi Casiraghi, in vista dei prossimi Europei, in programma dal 15 al 29 giugno in Svezia.

PORTIERI - Consigli (Atalanta), Fiorillo (Sampdoria), Seculin (Fiorentina), Sirigu (Ancona);

DIFENSORI - Andreolli (Sassuolo), Ariaudo (Juventus), Bocchetti (Genoa), Capelli (Atalanta), Criscito (Genoa), De Silvestri (Lazio), Esposito (Lecce), Marzoratti (Empoli), Motta (Roma), Pisano (Cagliari), Ranocchia (Bari), Rubin (Torino), Santacroce (Napoli), Santon (Inter);

CENTROCAMPISTI - Abate (Torino), Barillà (Reggina), Bottone (Vicenza), Candreva (Livorno), Cerci (Atalanta), Cigarini (Atalanta), De Ceglie (Juventus), Dessena (Sampdoria), Lanzafame (bari), Marchisio (Juventus), Morosini (Vicenza), Poli (Sassuolo);

ATTACCANTI - Acquafresca (Cagliari), Balotelli (Inter), Di Gennaro (Reggina), Giovinco (Juventus), Macheda (Manchester United), Mendicino (Lazio), Osvaldo (Bologna), Paloschi (Parma), Paolucci (Catania), Pozzi (Empoli).

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Roma-Catania, fischia Gava


La Lega ha reso noti gli arbitri impegnati nella 36esima giornata di serie A,questo il programma completo:


Sabato ore 18
Roma-Catania: Gava di Conegliano
Sabato ore 20.30

Udinese-Milan: Rizzoli di Bologna

Domenica ore 15

Bologna-Lecce: Orsato di Schio

Fiorentina-Sampdoria: Gervasoni di Mantova

Genoa-Chievo: Tagliavento di Terni

Juventus-Atalanta: N. Ayroldi di Molfetta

Napoli-Torino: Damato di Barletta

Palermo-Lazio: Russo di Nola

Reggina-Cagliari: Banti di Livorno

Domenica ore 20.30

Inter-Siena: Bergonzi di Genova

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Roma-Catania, i precedenti

giovedì 14 maggio 2009


A cura di Piero Armenio

Nella "città eterna" i rossazzurri hanno incontrato la Roma 13 volte tra serie A, serie B ( un solo precedente ) e coppa Italia. Diciamolo subito: al club etneo sono rimaste sole briciole: la Roma ha vinto 11 volte, il Catania zero, appena 2 i pareggi. Questo Catania più e più volte bastonato dalla "Lupa" con sonanti cappotti ( come leggeremo più sotto ) non fa punti a Roma dal lontano 21 novembre 1965.

La A.S. ROMA è nata ufficialmente il 22 luglio 1927 dalla fusione di "ALBA", "FORTITUDO" e "ROMAN"; secondo taluni vi era stata una quarta società a confluire verso questa fusione: la "PRO ROMA". Tra i soci fondatori figurava il padre del compianto presidentissimo Franco Sensi, venuto a mancare l'estate scorsa. Tra taluni tifosi laziali fra i più accaniti si suole ripetere da anni che dietro la fondazione della Roma ci sarebbe stato in qualche modo il fascismo di mezzo. Come a dire: "...se non ci pensavano loro voi oggi non esistereste...".
La Roma è oggi considerata la 4° squadra più seguita d'Italia dopo i club del Nord. E' stata però la prima formazione capitolina a "calare" in cadetteria: accadde alla fine del disgraziatissimo torneo '50/51. Pronto il ritorno in serie A ma la lotta fu durissima: la concorrenza di Brescia, Catania e Messina fu tenace fino all'ultimo.
In quell'unico torneo di cadetteria edizione '51/52 la Roma dovette incassare ben 7 sconfitte, la più imbarazzante delle quali cadde in una piovosa domenica novembrina in una città e in uno stadio che non t'aspetteresti mai e poi mai: 18 novembre '51, 10° giornata, PIOMBINO-ROMA 3-1. Il Catania ha avuto l'onore di precedere la formazione capitolina in classifica per ben due volte: nei campionati di massima serie '63/64 e '64/65. La Roma ha una bella bacheca di trofei: 3 scudetti, 9 coppe Italia, 2 supercoppe italiane, 1 coppa delle Fiere, 1 trofeo italo-inglese e una promozione in serie A. Vanta poi un numero quasi incalcolabile di secondi posti e finali perse in tutte le competizioni.
Andiamo alle sfide più significative tra i due club oggi divisi da una rivalità che fino ad una ventina di anni fa sembrava assolutamente impossibile da materializzarsi.
C'è tutta una sfliza di "cappotti" che dolorosamente ricorderemo: si parte col 3-0 dell' 8 giugno '52 in B, si va poi al 3-1 del 12 giugno '55 ( il primo confronto in A ) e si continua con il 4-1 del 9 aprile '61, il 4-0 del 24 settembre '61, il 5-1 del 10 febbraio '63, e si conclude con il 5-0 dell' 11 aprile '71 e il tristemente noto 7-0 del 19 novembre 2006 con Luciano Spalletti che a fine gara saluta gli avversari nel sottopassaggio con pacche e strette di mano. Ne nasce un caso che dura mesi, se non addirittura anni, e che sarà alla base - unitamente a episodi di teppismo successi nei dintorni dell'Olimpico a danni dei tifosi etnei - della accesa rivalità che in questi anni si è innestata tra le due tifoserie.
Quel giorno il Catania era rimasto in 9 uomini e il primo tempo era già finito sul 4-0. Qualcuno "maramaldeggiò" senza pudore?
Eppure il Catania all'Olimpico ebbe occasione di firmare un pareggio rimasto nella storia di tutti i campionati di massima serie: sentite un po', stiamo parlando di un pirotecnico 4-4 datato 31 maggio '64, 34° e ultima giornata. Passa la Roma con De Sisti, pareggia Fanello. Ripresa: i giallorossi vanno sul 3-1 con le reti di "piedone" Manfredini e di Lamberto Leonardi. Finita? Il Catania piazza una triplice goleada da spavento: autorete di Ardizzon, un doppio Cinesinho e il risultato si capovolge in 3-4. Il pari finale è di Sormani...
Come detto i rossazzurri hanno ottenuto l'ultimo punto il
21 novembre del '65, troppo tempo è passato.
Doppi ex: ce ne sono tanti e molti di questi ( guarda caso! ) sono portieri, SILVESTRI, STOVINI, TONTINI, ONORATI, FIMIANI, SORMANI, CORDOVA, LUCENTI...ecc.
L'anno scorso due partite: 2-0 in campionato il 20 gennaio '08 ( Giuly-De Rossi su rigore ) e 1-0 in coppa, semifinale andata il 16 aprile '08, segnò Totti ad inizio ripresa .

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“Trofeo Sicilia 2009”: perfetta collaborazione tra C.O.N.I. regionale e F.I.B.S. Sicilia.

mercoledì 13 maggio 2009


Spenti i riflettori del “Trofeo Sicilia 2009” risulta difficile accantonare le immagini e le emozioni che hanno caratterizzato questa quarantesima edizione. L’organizzazione magistrale del C.O.N.I. Regionale e del Comitato Provinciale di Palermo ha fatto si che la manifestazione fosse curata in ogni piccolo dettaglio

E non erroneamente il “Trofeo Sicilia” viene definito una mini-olimpiade, dato che fin dalla serata inaugurale l’atmosfera che regnava era proprio quella dell’inaugurazione dei Giochi Olimpici.

Se tutto è andato per il meglio lo si deve anche all’attenta collaborazione prestata dai partecipanti e, soprattutto, dai loro dirigenti che hanno prontamente risposto alle singole esigenze e problematiche organizzative. Ne è esempio Michele Bonaccorso, Presidente della F.I.B.S. Sicilia, che si è fatto carico del compito di organizzare la partecipazione delle Società Siciliane di Baseball e Softball.-Sono ancora molto provato dall’organizzazione, ma ripartirei nuovamente per una nuova avventura-, così commenta il Presidente F.I.B.S.Sicilia e a sottolineare la sua instancabile voglia di fare aggiunge:

- Tra qualche giorno parte l’organizzazione del “Trofeo delle Regioni”, che si terrà nelle Marche, con la speranza che il prossimo anno si possa organizzare in Sicilia-.

Con poche ma significative parole Michele Bonaccorso riassume l’importanza della partecipazione ad eventi sportivi come il “Trofeo Sicilia 2009”:-Penso che una manifestazione del genere occorra con cadenza trimestrale. Questi esempi per i nostri giovani sono di fondamentale importanza dato che alzano il livello tecnico sportivo, ma ciò che realmente apportano nella crescita personale di ogni ragazzo sono: un cambio di vedute rispetto al loro vissuto quotidiano, una proiezione verso il miglioramento della propria condizione personale e familiare e una possibile svolta per il loro futuro di cittadini-.

Apprezzando lo sforzo e l’impegno del Presidente del C.O.N.I. regionale,

Avv. Massimo Costa, ci si auspica per le future edizioni è una sempre maggiore partecipazione.

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No a trasferta Napoletani a Catania


Si è tenuta questa mattina la riunione del Comitato di Analisi per la Sicurezza sulle Manifestazioni Sportive per le valutazioni relative agli incontri “considerati a rischio” previsti nelle prossime giornate di campionato.



Il CASMS ha determinato la chiusura del settore ospiti per le seguenti gare ad “alto rischio”:



“Avellino-Treviso” (Serie B) del 16/5/2009;
“Gela J-Andria” (2^Div) del 17/5/2009;
“Catania-Napoli” (Serie A) del 24/5/2009.
Il Comitato ha inoltre determinato per la gara “Milan-Roma” (Serie A) del 24/5/2009 la vendita del biglietto singolo per spettatore ospite con incedibilità dello stesso.

Da tutte le limitazioni determinate nel corso della riunione sono esclusi, per l’intero territorio nazionale e per qualsiasi incontro, i possessori della “TESSERA DEL TIFOSO” rilasciata, in conformità alle direttive impartite, da qualsiasi società sportiva abilitata.



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Fabio Sciacca in Nazionale Under 20

martedì 12 maggio 2009


Il giovane centrocampista rossazzurro Fabio Sciacca è stato convocato dal tecnico Francesco Rocca in occasione della gara Italia-Germania della Nazionale italiana Under 20 che si giocherà a Biella il 19 maggio 2009 alle ore 20

La prestigiosa chiamata suona da ennesimo riconoscimento delle qualità del calciatore e del grande e proficuo lavoro del settore giovanile del Calcio Catania.

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Buone prove sul diamante per la formazione Under 21


Per la compagine del Catania Warriors Paternò è iniziato anche il campionato Under 21. Già due le giornate disputate. Il Cus Catania Red Sox Paternò, la squadra del gruppo che prende parte al torneo di Under 21 ha fino ad ora collezionato una vittoria e una sconfitta.

Il Cus Catania Red Sox Paternò si è imposto con il risultato di 25 – 11 sul San Giorgio Reggio Calabria ed invece è stato sconfitto dal Cus Messina con il risultato di 13 - 12. Prossimo impegno Mercoledì 20 Maggio, nuovamente con il San Giorgio Reggio Calabria.
“Dopo i primi due match possiamo già fare un bilancio delle nostre prestazioni. – Dichiara Michele Consiglio – responsabile della squadra Under 21 - Con una vittoria ed una sconfitta il nostro percorso può essere definito discreto, ma dobbiamo ancora migliorare. La prima è stata una vittoria decisamente convincente, la sconfitta, nonostante tale, ha offerto ottimi spunti. Abbiamo perso di un solo punto con i cugini del Cus Messina, dopo una partita molto combattuta. Devo comunque elogiare i ragazzi perché si sono comportati onorevolmente anche nella gara persa, c’è stata una bella rimonta, ma la vittoria non si è concretizzata, gli avversari sono stati più bravi di noi. Questo è un campionato dal quale ci aspettiamo tanto perché unisce le forze giovani della Provincia in termini di speranze e di promesse. Da qui speriamo che emergano i prossimi giocatori della Franchigia Siciliana. È questo il motivo per il quale abbiamo riposto le nostre aspettative in questi ragazzi. Stiamo utilizzando questo campionato anche come un banco di prova. Abbiamo tutti ragazzi giovani del ‘93 e del ‘94 e anche qualche ragazzo molto promettente classe ’92 e questo è quello che ci fan ben sperare per il futuro di tutto il nostro movimento”.

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Catania-Fiorentina, le pagelle

domenica 10 maggio 2009


A cura di Giuseppe Lo Faro

KOSICKY: 7 – Il pubblico borbotta ma il portiere slovacco, alla fine, è uno dei migliori. Nulla può sulle reti viola ed è prodigioso, nella ripresa, su Jovetic e Montolivo. Da brividi un dribbling su Gilardino: deve imparare ad essere meno spregiudicato.

SILVESTRE: 5 – Dalle sue parti Jovetic fa il bello e il cattivo tempo.
SILVESTRI: 5 – Anche per lui il montenegrino è una spina nel fianco. Per non dire che pure Vargas lo mette in costante apprensione.
STOVINI: 6 – L’unico a salvarsi del reparto arretrato. Non concede quasi nulla a Gilardino.
CAPUANO: 5 – Preoccupato a contenere gli spunti di Kuzmanovic, raramente scende lungo la fascia.
LLAMA: 5,5 – Una bella conclusione dalla distanza che Frey respinge e poi tanti, tanti, errori.
BIAGIANTI: 5,5 – Montolivo e Melo lo sovrastano.
CARBONI: 5,5 – Vale lo stesso discorso fatto per Biagianti.
TEDESCO: 5,5 – Costruisce, con una giocata da campione, una occasione stratosferica ma la spreca malamente.
MARTINEZ: 5,5 – Gioca a corrente alternata ma non punge mai.
MASCARA: 5 – Irriconoscibile in queste ultime partite, paga le fatiche di una stagione.
PAOLUCCI: 6 – Mette un pizzico di pepe e non è un caso che il Catania crei qualche grattacapo alla Fiorentina proprio dopo il suo ingresso.
SCIACCA: 6,5 – Entra subito in partita: splendidi alcuni suoi lanci. Combina però la frittata sul raddoppio viola ma ormai la partita era finita.
IZCO: s.v. – Non tocca palla.

FIORENTINA

FREY: 6,5 – Bravo a respingere la botta di Llama, sempre attento e sicuro sulle palle alte.
COMOTTO: 6 – Spinge meno rispetto ad altre occasioni e, in fase difensiva, se la cava senza affanni.
GAMBERINI: 6,5 – Se non si fosse fatto saltare come un birillo da Tedesco nel primo tempo, la sua prestazione sarebbe stata impeccabile.
DAINELLI: 6,5 – Una roccia, insuperabile nel gioco aereo.
PASQUAL: 6,5 – Dai suoi piedi parte l’azione del due a zero. Splendida l’intesa con Vargas. E dire che l’avevano accantonato. Un patrimonio ritrovato.
KUZMANOVIC: 6,5 – Sta recuperando la forma migliore. Sta bene e si vede: sfiora persino il gol.
MONTOLIVO: 6,5 – Padrone del centrocampo, piace per l’eleganza e l’intelligenza tattica. FELIPE MELO: 6,5 – Dopo le tre giornate di squalifica dimostra di non avere perso lo smalto. Bravo sia in fase di interdizione che di impostazione. Propizia il gol di Zauri. Peccato sia a volte un tantino irruento: se frenerà la sua esuberanza, diventerà un campione.
VARGAS: 7 – Non è al meglio, un’infiammazione al ginocchio lo obbliga a stringere i denti. L’emozione non gli gioca brutti scherzi, gioca sui livelli delle due stagioni catanesi. Applauditissimo da tutto lo stadio.
JOVETIC: 8 – Un talento. Realizza un gol da cineteca e da solo tiene in apprensione tutta la difesa rossazzurra. Ora a destra, ora a sinistra, ora centrale, è irresistibile quando si muove tra le due linee. Se continua così, anche per Mutu non sarà facile riconquistare il posto.
GILARDINO: 6 – Partita di grande sacrificio. Bella la sua rovesciata nel secondo tempo.
DONADEL: 6 – Rileva Kuzmanovic nel momento in cui la Fiorentina pare alle corde: il suo contributo risulta prezioso.
GOBBI: 6 – Un tuttofare instancabile.
ZAURI: 7 – Pochi minuti in campo e un gol: cosa pretendere di più?

L’ARBITRO

RIZZOLI: 6 – Senza infamia e senza lode.

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Zenga "Questa è la nostra dimensione"


Zenga protesta e rivendica la sua impresa: "Assurdo criticare una squadra che si è salvata con un mese di anticipo". Ostenta serenità in sala stampa il tecnico degli etnei Walter Zenga, che parla come chi sa di aver raggiunto la pace con la propria coscienza

"Non posso rimproverare niente ai ragazzi, oggi abbiamo giocato una buona partita e disputato un'ottima prestazione. D'altra parte, il nostro obiettivo era quello di salvarci con tranquillità, ma in questo momento abbiamo trovato due squadre che attraversano un grande momento di forma, due compagini brillantissime e di tecnica superiore come Milan e Fiorentina. Le contestazioni alla squadra? I tifosi devono imparare ad accontentarsi, siamo sempre stati a oltre dieci punti dalla soglia salvezza, quindi il campionato è stato positivo. Poi non credo che ci sia nulla di cui bisognerebbe essere insoddisfatti dopo aver condotto un torneo fantastico come abbiamo fatto noi: non bisogna illudere le persone sventolando utopie o chimere come presunti piazzamenti Uefa o paroline magiche simili. Oltre i traguardi raggiunti in questa stagione il nostro organico non poteva andare, è questa la nostra dimensione".

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Prandelli "Non penso al 3° posto"


Cesare Prandelli non pensa al 3° posto: "Temo maggiormente il Genoa, ma lasciamo sognare i nostri tifosi". Il tecnico viola commenta con soddisfazione la vittoria di Catania, che ha visto la Fiorentina consolidare il proprio quarto posto in classifica

"E' stata una giornata importante, abbiamo fatto una buona partita e ottenuto tre punti importanti. Ho visto una squadra convinta e motivata, con il giusto spirito e la voglia di andare a cercare il raddoppio. Abbiamo sempre giocato per vincere, dall'inizio alla fine".

Prandelli è fiducioso di poter raggiungere la Champions: "Abbiamo una grande voglia di ottenere un risultato straordinario e di chiudere la stagione alla grande. Mancano tre partite e per la Champions servono altri sei punti. Possiamo farcela. Alla Juve non penso, preferisco guardarmi le spalle tenere a distanza il Genoa".

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Zenga "Niente timori reverenziali"

sabato 9 maggio 2009


Walter Zenga vuole dimenticare la sconfitta con il Milan e contro la Fiorentina, chiede ai suoi massima attenzione. "La sconfitta col Milan della scorsa settimana ha dimostrato ai ragazzi che giocare col timore reverenziale non e' utile alla nostra causa

Ora affronteremo una squadra che sta attraversando un buon momento di forma, che sta portando avanti un progetto importante e che verra' qui con la voglia di fare risultato. Una squadra che crede nei propri mezzi, che non si preoccupa troppo quando deve fronteggiare momenti delicati, e che allo stesso tempo non si esalta nei momenti positivi".

Il tecnico del Catania parla anche del ritorno di un ex molto atteso, Juan Manuel Vargas, e lancia una frecciata a Prandelli. "Vargas conosce bene il Massimino e non puo' che parlar bene di questa citta'. Il suo ruolo? Non c'e' niente da commentare a parte il fatto che quando sono arrivato io nella passata stagione, l'ho subito fatto giocare nel ruolo che ricopre adesso".


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Negata al Catania la licenza Uefa

venerdì 8 maggio 2009


La Commissione di primo grado delle Licenze UEFA, in data 8 maggio 2008, esaminata la documentazione depositata a corredo della domanda per il rilascio della Licenza UEFA per la stagione 2008/2009

visto il Manuale delle Licenze UEFA – Versione 2.0, preso atto delle relazioni degli esperti, ha deliberato di rilasciare la Licenza UEFA alle seguenti società:

 Atalanta Bergamasca Calcio S.p.A.
 ACF Fiorentina S.p.A.
 Genoa Cricket and Football Club S.p.A.
 F.C. Internazionale Milano S.p.A.
 Juventus F.C. S.p.A.
 S.S. Lazio S.p.A.
 A.C. Milan S.p.A.
 S.S.C. Napoli S.p.A.
 U.S. Città di Palermo S.p.A.
 Parma F.C. S.p.A
 A.S. Roma S.p.A.
 U.C. Sampdoria S.p.A.
 Torino F.C. S.p.A.

Entro e non oltre cinque giorni dalla comunicazione del diniego della Licenza, potrà essere presentato alla Commissione di secondo grado delle Licenze UEFA ricorso motivato avverso il mancato rilascio della Licenza.



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Tedesco, brutta avventura


Brutta avventura per il centrocampista del Catania Giacomo Tedesco, nella tarda serata di giovedì, a Palermo. Il calciatore rossazzurro, da tempo impegnato con la società Calcio Catania sul piano della valorizzazione dell’incontro tra le dimensioni calcistiche siciliane e della testimonianza dei valori autenticamente sportivi, ha vissuto attimi di tensione dopo aver partecipato alla cerimonia di inaugurazione, della 40^ edizione del Trofeo Sicilia, nella sua città

“Dopo aver partecipato con Liverani ed i vertici dello sport regionale ad una bella festa, che mi ha lasciato davvero molto contento e soddisfatto, uscendo dal parcheggio la mia auto è stata accerchiata da un paio di facinorosi, armati di bastone- racconta Tedesco- Sono riuscito ad evitare guai peggiori allontanandomi, mi è rimasta molta amarezza per la brutta esperienza vissuta dalla mia famiglia”. Il Calcio Catania evidenzia la gravità dell’episodio, riconducibile certamente ad una forma di teppismo che nasce dall’ignoranza individuale, e ribadisce con orgoglio i valori della sicilianità, che appartengono a Catania, a Palermo ed a tutta l’isola.

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" Il Catania non ci regalerà nulla"


La Fiorentina continua a preparare la trasferta di Catania e Juan Vargas è pronto a tornare in Sicilia da protagonista. L’esterno di Prandelli sarà ancora una volta titolare, queste le sue parole

“Dall’inizio della stagione non è cambiato nulla, sono più tranquillo adesso e fino alla fine del campionato devo lavorare così. Voi dite che il cambio di posizione mi ha aiutato; io dico che so giocare in tutte e due le posizioni, l’importante per me è stare tranquillo e voglio far bene queste quattro giornate che restano. All’inizio non ero tranquillo perché non riuscivo a fare gol, in questo ruolo nuovo ho fatto tre gol. Zenga è un bravo allenatore, domenica sarà dura perché il Catania gioca bene e sono contento di ritornare li, speriamo di far bene. Martinez è un bravo giocatore, anche quest’anno ha fatto tanti gol ed è uno che fa la differenza quando sta al cento per cento. Fisicamente ho una infiammazione al ginocchio che non mi lascia finire le partite; io non voglio fermarmi perché se lo dovessi fare resterei fuori fino alla fine del campionato. Noi pensiamo solo a casa nostra, delle altre squadre non ci importa niente. Conosco bene il Catania, l’anno scorso non regalavamo niente a nessuno e penso che loro quest’anno faranno lo stesso, dobbiamo fare una grande gara. Il caldo può influire, dobbiamo cercare di non pensarci. Mi chiamano l’Eurostar? La gente mi può chiamare come vuole, io mi chiamo Juan”. Infine gustoso siparietto del terzino viola, che alla domanda se aveva mai pensato di riproporre l'esultanza dell'anno scorso con Spinesi (bacio in bocca fra i due) ha dichiarato: "Avevo pensato di riproporla con Gilardino, ma quest'anno mia figlia è più grande e non vorrei che pensasse cose strane sul papà".
Tratto da fiorentinanews.com

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Al "Massimino" fischia Rizzoli di Bologna


Questi gli arbitri designati per dirigere la 35° giornata del campionato di serie A

Atalanta-Genoa: Rosetti di Torino (Tonolini-Carrer/Candussio)
Cagliari-Roma: Rocchi di Firenze (Stagnoli-Copelli/Velotto)
Catania-Fiorentina: Rizzoli di Bologna (Faverani-Stefani/Mazzoleni)Chievo-Inter: De Marco di Chiavari (Comito-Giachero/Bergonzi)
Lazio-Udinese (sabato 9 maggio, 20:30): Stefanini di Prato (G. Rubino-Altomare/Calvarese)
Lecce-Napoli Pierpaoli di Firenze (Liberti-Viazzi/Celi)
Milan-Juventus (domenica 10 maggio, 20:30): Orsato di Schio (Niccolai-Papi/Brighi)
Sampdoria-Reggina (sabato 9 maggio, 18:00): Trefoloni di Siena (Biasutto-Griselli/Baracani)
Siena-Palermo: Ciampi di Roma (Alessandroni-De Luca/Scoditti)
Torino-Bologna: Morganti di Ascoli Piceno (Rossomando-Lanciano/Gervasoni).

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Catania-Fiorentina, i precedenti

giovedì 7 maggio 2009


A cura di Piero Armenio

Il computo totale di partite a Catania tra rossazzurri e viola è di 13 incontri tra serie A, serie B ( un solo precedente ) e coppa Italia. Supremazìa gigliata davvero marcata: sono 7 le affermazioni fiorentine contro le sole 3 catanesi, appena 3 le gare terminate in parità. Il Catania non si impone sul team gigliato dal lontano 3 maggio 1964.

Cenni storici sul club più titolato di toscana: la "A.C. FIORENTINA" è stata fondata ufficialmente nel 1926 da una fusione di sodalizi minori del calcio cittadino. A tale fusione aderì anche il "CLUB SPORTIVO FIRENZE", che aveva cominciato la sua attività nel lontano 1912, uno dei sodalizi più forti del lotto succitato. I colori originari dell'A.C. FIORENTINA sono il bianco e il rosso. Le maglie viola con il giglio saranno adottate solo dal 1930, ma bisogna dire che il bianco e rosso resta ancora oggi nelle bandiere della squadra come antica reminescenza dei primi anni di vita.
La seconda squadra cittadina, la RONDINELLA FIRENZE, ha vestito con onore il biancorosso in tanti tornei di C/1.
La Fiorentina non venne ammessa alla prima serie A a girone unico nella stagione '29/30, vi approdò solo nel 1931 vincendo la serie B.
Nel 2002 il glorioso sodalizio, all'epoca guidato da Vittorio Cecchi Gori, fallisce e a colmare il vuoto subentrano i Della Valle ( che sono in realtà marchigiani ) con la loro creatura iscritta in serie C/2 e dal nome latineggiante: "FLORENTIA VIOLA".
Nel 2004 assume la denominazione di "ACF FIORENTINA 2002" senza però riuscire a riappropriarsi del glorioso marchio "AC FIORENTINA 1926". Sottigliezze, suvvia...
Il palmarès è di tutto rispetto: 2 scudetti, 6 coppe Italia, 1 supercoppa italiana, 1 coppa coppe, 4 promozioni in A e 1 in C/1. E' stata la prima squadra italiana a vincere una coppa europea nel dopoguerra aggiudicandosi nel '61 la coppa delle Coppe.
Andiamo alle sfide più significative partendo da un leggendario 3-1 dopo tempi supplementari in coppa Italia '36/37. Quel Catania giunse sino ai quarti di finale della manifestazione!
La prima partita in massima serie è datata 6 febbraio '55, 0-1 viola, 1° di ritorno. La prima spartizione della posta giunse, invece, il 6 novembre del 1960, 1-1 alla 6° giornata. Restando negli anni '60 elenchiamo anche gli altri due successi etnei: il primo assoluto in serie A è un pesante 3-1 che porta la data di domenica 1 ottobre 1961, eravamo appena alla 7° giornta.
Parte conclusiva della stagione, invece, per il 2-0 del 3 maggio '64, 31° turno ( 14° di ritorno ), per quello che rimane l'ultimo successo conseguito contro la gloriosa squadra che fu di Hamrin e Baggio.
La più netta vittoria a Catania dei due volte campioni d'Italia corrisponde allo 0-3 del 26 settembre '65, i rossazzurri quell'anno erano in odor di retrocessione.
Giriamo la boa del decennio delle canzonette - gli anni '60 - e planiamo sull'unico 0-0 della serie, datato 11 ottobre 1970, quando tutti portavamo baffetti, basettoni, capelli alla John Lennon e... occhiali alla Arisa!
Il resto possiamo dire che è storia d'oggi, c'è l'amaro 1-1 del 29 maggio 2004, in serie cadetta. La prima partita ufficiale di Nino Pulvirenti da presidente. Quella sera Colantuono e soci "suonarono" la Viola meglio di Paganini passando in vantaggio con un eurogol di Emanuele Berrettoni ( un gran bel giocatore che avrebbe meritato assai di più di ciò che ha fatto ). Ma non ci fu verso, l'arbitro Messina decretò un dubbissimo rigore per gli ospiti realizzato dal "mitico" Riganò...
Meritato invece - secondo chi vi scrive- fu il k.o per 0-1 sul neutro di Rimini il 18 febbraio 2007, 5° di ritorno.
Luca Toni segnò solo all'ottantasettesimo ma il Catania non era mai esistito.
I doppi ex: Biagianti, Vargas possono considerarsi tali, ma perchè non Guerini ( ex-calciatore viola ) e Claudio Ranieri ( tecnico in Fiorenza anni fa )? Non dimentichiamo anche Massimo Cicconi e Michelangelo Minieri alla FLORENTIA VIOLA in C/2. Ultima cosa sull'ultimo precedente: "solito" 0-1 il 23 settembre 2007 con gol-lampo di Mutu. Rosso a Baiocco, mister Atzori in panchina per la squalifica del toscanaccio Baldini.

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Spaccarotella"non volevo uccidere nessuno"

mercoledì 6 maggio 2009


«Ho provato a fare un gesto come per farli fermare, il gesto istintivo di alzare il braccio o tutti e due, non ricordo. Mi sono reso conto che il colpo è partito quando ho sentito il rumore».

Lo ha detto il poliziotto Luigi Spaccarotella stamani durante l'udienza in Corte d'Assise ad Arezzo per il processo che lo vede imputato di omicidio volontario per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri. Prima che parlasse l'agente, uno dei difensori, Francesco Molino, ha detto che avrebbe fatto solo dichiarazioni spontanee. Quando Spaccarotella ha iniziato a parlare, il padre e la madre di Gabriele sono usciti dall'aula.

VUOTO DI MEMORIA - L'agente ha quindi spiegato di non saper precisare se quando il colpo è partito era a fine corsa o se si era già fermato. «Ho visto l'auto partire - ha aggiunto Spaccarotella - e ho pensato: è andata bene. Non mi sarei mai aspettato nella vita di causare la morte di nessuno». L'agente ha più volte ribadito: «Non c'era la volontà di provocare la morte. Non mi aspettavo succedesse niente di tutto questo».

LA SPIEGAZIONE - Ricostruendo le fasi dello sparo che uccise Sandri, Spaccarotella ha detto: «Sono arrivato affannato, anche per l'asma che mi perseguita da quando avevo 16 anni. Erano momenti concitati: lo stress, la corsa, l'asma». A quel punto una persona dal pubblico ha urlato: «Dicci la verità». La voce è stata zittita dal presidente della Corte d'Assise Mauro Bilancetti. Spaccarotella ha quindi continuato dicendo: «Non è stata una cosa volontaria, non volevo uccidere nessuno». Al termine dell'udienza poi, prima che l'agente lasciasse il suo banco, dal pubblico qualcuno gli ha urlato: «Vergognati, verme, assassino».

LE SCRITTE - Prima delle dichiarazioni spontanee dell'agente, avevano parlato due colleghi di Spaccarotella e poi il medico legale di parte civile, Costantino Cialella. Quest'ultimo aveva spiegato che analizzando i fori di ingresso del proiettile nel collo di Gabriele Sandri e il foro del vetro, oltre alla velocità con cui viaggiava lo sparo, si deduceva che prima di raggiungere Sandri il colpo aveva impattato solo contro il vetro dell'auto e la catenina che Gabriele portava al collo, escludendo di fatto la deviazione della rete dell'autostrada. Davanti al tribunale sono stati appoggiati in terra tre striscioni con scritto: «Bronchite asmatica + stress = il vostro certificato per uccidere. Vergognatevi».

SIRENE E SPARI - Poi, riferendosi da quanto dichiarato dai suoi colleghi che nelle scorse udienze hanno detto che lui disse loro di aver sparato il colpo in aria, Spaccarotella ha spiegato: «Intendevo che non era rivolto contro niente e nessuno». Prima di raccontare la fase cruciale dello sparo, l'agente ha detto che aveva notato una zuffa dall'altra parte dell' autostrada, di aver sparato un primo colpo in aria perché lo scontro non cessava nonostante la sirena accesa, di aver visto spranghe e di aver pensato che fosse qualcosa di più grave di una zuffa e di aver quindi inseguito parallelamente il gruppo di giovani che poi sono saliti in auto partendo.

LA RABBIA - «Sono rimasta sconcertata a non sentirlo interrogare. Se fosse onesto direbbe: "Ho sbagliato, pago"». Così Daniela Sandri, madre di Gabriele, il tifoso ucciso l'11 novembre 2007 ad Arezzo, ha commentato la decisione dei legali del poliziotto Luigi Spaccarotella di fargli rilasciare solo dichiarazioni spontanee, evitando così il controesame in aula. «Poteva rispondere - ha aggiunto Daniela Sandri - si doveva difendere, non mi sembra un uomo. Ho sentito dichiarazioni nelle quali si è contraddetto».

IL PADRE - Per il padre di Gabriele, Giorgio, Spaccarotella «ha voluto evitare di dire per l'ennesima volta delle bugie. Se io fossi innocente vorrei affrontare il tribunale per far capire che quello di cui sono accusato non è vero. Invece lui ha parlato di bronchite asmatica e stress, come se con questo fosse possibile difendersi».

GLI AVVOCATI DELLA DIFESA - Uno dei difensori dell'agente, Federico Bagattini, ha spiegato ai giornalisti che quella delle dichiarazioni spontanee è stata una scelta dei difensori «sulla base di una valutazione sia umana, sia tecnica. Umana perché Spaccarotella è una persona di grandissima fragilità emotiva, quindi, probabilmente non avrebbe retto il controesame. Tecnica, perché secondo noi il processo ha offerto spunti positivi per la difesa e non ci sembrava che fosse necessario destabilizzarlo, sottoponendo l'imputato al controesame».

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Serie A, rischio slittamento


Roma, 27 maggio, ore 20.45: gli occhi del mondo saranno vigili sullo stadio Olimpico per la finale di Champions League. Finale che, però, rischia di scombianare i piani dela Serie A.

L'Uefa, infatti, pretende di avere a dispozione lo stadio 7/10 giorni prima della finale, ma il 24 maggio è in programma Lazio-Reggina, con i calabresi che potrebbero ancora essere in lotta per la salvezza. La soluzione? Far slittare l'intera giornata di campionato.



Lo spostamento della gara su un altro terreno di gioco, infatti, è poco praticabile visto che non garantirebbe alle avversarie della Reggina lo stesso trattamento riservato ai calabresi. Altra ipotesi sarebbe quella dello spostamento ad altra data della gara, ma anche questa è di difficile attuazione visto che il regolamento prevede la contemporaneità di tutte le partite.

A questo punto, la terza ipotesi (quella più drastica), è anche la più probabile: spostamento di tutte le partite delle squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere. La Serie A, quindi, potrebbe finire a giugno. Il destino è nelle mani della Reggina.


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