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Tedesco 'Derby? Stavolta voglio gioire'

mercoledì 18 novembre 2009


Quelle lacrime furono il poster finale di una giornata maledetta. 'Un incubo', dice a distanza di quasi nove mesi Giovanni Tedesco. 'Ma sono sicuro che si è trattato di un evento irripetibile. Forse è possibile che il Palermo ne faccia cinque al Catania due-tre volte di fila come è successo in passato, ma mai e poi mai il Catania verrà a vincere a Palermo in quel modo'. Dal 2 marzo Tedesco aspetta questa partita per prendersi la rivincita e per dimenticare quelle lacrime versate a fine derby. 'Non mi vergogno, da palermitano il derby per me vale doppio. È una partita particolare, come per i tifosi. In vent'anni, comunque, mi era successo soltanto un'altra volta di piangere, in una semifinale di Coppa Italia. Giocavo nel Perugia, l'avversario era il Milan, all'andata avevamo pareggiato 0-0. Al ritorno a San Siro perdevamo 2-1, al 94' sul sinistro mi capitò la palla del pareggio e quindi della qualificazione. Sbagliai clamorosamente. Dopo quell’azione l'arbitrò fischiò, io mi piegai sulle gambe e mi misi a piangere'.

Nove mesi fa un replay triste, con annessa escursione tra i tifosi per placare gli animi. In duecento contestavano e Tedesco non esitò a buttarsi nella mischia. 'Dovevo farlo, solo io potevo capire il loro stato d’animo. È per questo che adesso voglio prendermi la rivincita, che deve essere solo sportiva. Anche perché quel giorno il Catania giocò meglio di noi e meritò di vincere. Ci teniamo tutti a fare una grande partita, il gruppo è compatto, sono sicuro che non ci faremo stritolare dalla tensione. Vogliamo vincere per noi, per la società, per i tifosi e anche per Zenga'. Già, perché la sua panchina non sembra salda come a inizio stagione. 'Anche lui sente in maniera particolare il derby, ma credo sia più per il suo passato che per le voci uscite dopo Bologna. Non penso che il derby sia decisivo per il suo futuro, noi comunque siamo con lui. In questi giorni Zenga è stato bravo a mascherare, l'ho visto sereno e rilassato, è l'approccio giusto. Di fronte c'è un avversario di tutto rispetto. A me non interessa ricambiare i quattro gol, conta vincere giocando un calcio convincente. Una vittoria potrebbe darci slancio per il campionato, il nostro obiettivo è l'Europa, non dovessimo arrivarci sarebbe un fallimento. Anzi, io penso che il Palermo è solo inferiore alle tre big e che può ancora pensare alla Champions'.

Al Palermo restano 26 partite per prendersela, a Tedesco 4 giorni per convincere Zenga a dargli una chance. 'Mi basta essere tra i diciotto, questo derby voglio vincerlo da protagonista, quindi in campo. Il massimo sarebbe giocare con la fascia da capitano, in fondo è così visto che sono in rosa da cinque anni… Quello del capitano è un falso problema, quando rientrerà Liverani si deciderà nel modo giusto. Il gruppo sa quello che deve fare. Al gol non ci penso, per fortuna l'ho già fatto in un derby e per giunta sotto la curva Nord. Stavolta, invece, avrei provato a riaprire il derby alle due tifoserie, secondo me palermitani e catanesi avrebbero dato una prova di civiltà. Mio fratello Giacomo dice che deciderò il derby? Intanto mi fa piacere che non ci sia perché il Catania senza di lui è meno forte, poi mi auguro che ci azzecchi. E se vinciamo porto tutta la squadra a cena’.

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