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Tafferugli di Parma, denunciati 57 ultrà catanesi

giovedì 24 settembre 2009


Tutti gli ultrà del Catania che ieri sera a Bergamo hanno assistito alla partita della loro squadra contro l'Atalanta sono stati identificati nella notte e denunciati a piede libero dalla questura, dopo la rissa avvenuta prima dell'inizio dell'incontro nei pressi dello stadio comunale.
Si tratta di 57 persone, le stesse che si trovavano a bordo dell'autobus che intorno alle 18.30 è stato preso d'assalto da una quarantina di tifosi atalantini. Da quell'agguato era scaturito uno scontro, al quale avrebbero partecipato tutti gli ultrà siciliani.




Dopo la partita sono stati scortati fino in questura e denunciati a piede libero. Tra i supporter nerazzurri sono invece stati identificati in tre, e per loro è scattato l'arresto. Si tratta di tre giovani bergamaschi di 27, 30 e 34 anni. Le indagini della polizia sono tuttora in corso per cercare di identificare gli altri responsabili della rissa.

"Dalla tifoseria organizzata ci aspettiamo collaborazione e lealtà - ha dichiarato questa mattina il questore vicario di Bergamo Francesco Messina -. Questi episodi non vanno di certo in questa direzione, ma noi continuiamo ad essere disponibili al dialogo. Se però in futuro non ci sarà uno spirito di collaborazione anche da parte dei tifosi, noi dovremo agire di conseguenza, poichè dobbiamo far rispettare la legge, senza che la città si trasformi in un far west".

È stato rinviato a domani mattina per un vizio di forma il processo per direttissima a carico dei tre tifosi bergamaschi arrestati. Il giudice ha accolto la richiesta dell'avvocato dei tre giovani bergamaschi, che ha lamentato il fatto di non aver potuto parlare con i suoi assistiti nella serata dell'arresto. L'interrogatorio è stato dunque aggiornato a domani mattina alle 9.
Alla sbarra sono finiti L.R., imbianchino di 27 anni residente ad Almenno (Bergamo), già destinatario di un Daspo dal 2008; A.M., 34 anni, barista di Seriate (Bergamo); e G.V., 30 anni, odontoiatra, residente a Bergamo. Per loro, il pubblico ministero Carmen Pugliese ha chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere.



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