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Domiciliari per due ultrà atalantini

venerdì 25 settembre 2009


Sono già agli arresti domiciliari i due tifosi bergamaschi processati oggi per direttissima dopo gli scontri di mercoledì sera prima di Atalanta-Catania, per i quali questa mattina al termine dell'udienza di convalida, il giudice Stefano Storto aveva disposto la custodia cautelare in carcere.


Intorno alle 13 l'avvocato dei due ultrà si è ripresentato in tribunale con la dichiarazione scritta dei genitori degli imputati, che si dichiaravano disponibili ad accogliere i figli nelle loro abitazioni. E così il giudice ha accolto la richiesta del legale, concedendo ad entrambi gli arresti domiciliari.

I due sono L.R., imbianchino di 27 anni residente ad Almenno San Bartolomeo (Bergamo) - al quale è stato notificato anche il divieto di accedere alle manifestazioni sportive - e A.M., barista 35enne di Seriate (Bergamo). Tutti e due sono stati arrestati in flagranza di reato poco dopo la rissa scoppiata due ore prima della partita nei pressi dello stadio di Bergamo. Questa mattina, trattenendoli in carcere, il giudice aveva parlato di "straordinaria gravità dei fatti" e di "pericolosità sociale" dei soggetti.

Il terzo arrestato, G.V., odontotecnico di 30 anni residente a Bergamo, è stato scarcerato e resta ora indagato a piede libero. L'arresto a suo carico non è stato convalidato per mancanza della flagranza, in quanto il giovane è stato arrestato tre ore dopo i fatti. Il processo è stato aggiornato al 3 ottobre.

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