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Ripescaggi, avanti c'è posto

martedì 21 luglio 2009


Ripescaggi? Avanti, avanti... c’è posto! Mani al portafolio, però, perché senza soldi non si cantano messe. Quattro posti disponibili in Prima Divisione della Lega Pro dopo l’esclusione di Avellino, Pisa, Venezia e Treviso. Altri quattro posti (più altri quattro dopo eventuali ripescaggi in Prima Divisione) liberi in Seconda Divisione dopo l’uscita di scena di Sambenedettese, Pistoiese, Biellese e Ivrea. Per accedere a un posto di Prima Divisione le società aventi diritto (in sostanza quelle retrocesse in forma diretta o attraverso i play out e quelle che hanno mancato la chance play off dalla Seconda Divisione) e che non hanno usufruito del lodo Petrucci e non si siano macchiate da almeno un lustro di “illeciti sportivi” ) devono versare entro il 27 luglio una bella fideiussione bancaria a prima richiesta di un milione di euro che resterà nelle disponibilità della Figc per qualsiasi evenienza sino al mese di ottobre 2010.

Tra le società in corsa per il ripescaggio ci sono Potenza, Alessandria, Legnano, Pro Sesto, etc..., ma reperire la fideiussione da un milione di euro non è semplice per club che hanno un budget di milione e mezzo per gestire tutto il campionato.

Per coloro che invece bussano al ripescaggio in Seconda Divisione la fideiussione a prima richiesta (ossia soldi bloccati) scende a cinquecentomila euro, ossia quasi un miliardo delle vecchie lirette, sempre versata entro il 27 luglio. Mano al portafolio e senza lamenti altrimenti il calcio pro’ italiano non vi accoglie. A questo genere di ripescaggi potranno concorrere le società retrocesse (in maniera diretta e attraverso i play out) nonché quelle aventi diritto della Serie D con Nocerina in testa per aver vinto i play off nazionali. In questo caso il ripescaggio è alternato: una società di D, una di Lega Pro, etc etc... sino all’esaurimento dei posti disponibili. Stesso discorso ostativo qualora in passato si fosse usufruito del Lodo Petrucci o “macchie” relative a illeciti sportivi o presunti tali condannati con sentenze passate in giudicato. Sono nel novero anche Vico Equense, Sapri, Spezia (ha prodotto un corposo reclamo), Chioggia, Viterbese, Fano, etc...

ECCO LA GRADUATORIA PER IL RIPESCAGGIO IN SERIE D - Per un posto in Serie D il discorso segue la falsariga della Lega Pro con qualche differenza. Tanto per cominciare occorre tirare fuori un po’ di soldi e anche in questo caso senza lamenti. Secondo l’articolo 52 delle nome Noif occorrono almeno trecentomila euro di fideiussione bancaria a prima richiesta come base minima ma la valutazione può cambiare caso per caso. A differenza della Lega Pro che sinora non ha elaborato nessuna tabella ufficiale delle squadre aventi diritto a poter usufruire di un eventuale ripescaggio, il Comitato Interregionale Serie D e Lega Nazionale Dilettanti, entrambi presiedute da Carlo Tavecchio in veste di Commissario straordinario nel primo caso e Presidente effettivo nel secondo, hanno delle graduatorie secondo i criteri fissati dalla Lnd. Società perdenti spareggi Eccellenza (I e II Turno): Settimo (punti 24,5), Civitanovese Calcio (Punti 23), Fondi (22), Borgo a Buggiano (18), Legnago Salus (17), Del Conca (16). Società perdenti play-out Serie D: Russi (punti 22), Pontevecchio (13), Ars Et Labor Grottaglie (12,5), Città Di Vittoria (11,5), Elpidiense Cascinare (10), Caravaggese (9), Atletico Puteolana (8,5), Sansovino (8), Somma (6,5). Il ripescaggio avviene alternando una società proveniente dalla graduatoria di Eccellenza con una della graduatoria di serie D. In sostanza se si liberassero gli otto posti in Seconda Divisione è facile comprendere quali società possono iniziare a mettere una bottiglia di spumante in frigo e aprire naturalmente il portafolio per gli adempimenti di rito.

E’ chiaro che città come Pisa, Venezia, Treviso, Avellino, San Benedetto del Tronto, Pistoia, Ivrea, Biella non vorranno restare senza calcio e molte di loro hanno fatto già richiesta di essere ammesse al massimo campionato dilettante, ossia alla Serie D. La Pistoiese, mercoledì 23 luglio, discuterà il suo ricorso contro l’esclusione dalla Seconda Divisione davanti all’Alta Corte di Giustizia del Coni. La società toscana non ha debiti ma la sua fideiussione di centomila euro per l’iscrizione è stata contestata non essendo di derivazione bancaria. Gli interessi della Pistoiese SpA sono difesi dall’avvocato Eduardo Chiacchio e nel giro di pochi giorni conosceremo l’esito di questa vicenda. Qualora non riuscisse a ottenere la riammissione in Seconda Divisione, è probabile che anche la società toscana chieda una special card per la Serie D.

Ivrea e Biellese probabilmente ripartiranno dai campionati dilettanti regionali (Eccellenza o Promozione) mentre si lavora febbrilmente ad Avellino, Venezia, Pisa e San Benedetto per costituire nuove società fresche di conio e ottenere dalla Federcalcio un’ammissione in sovrannumero in Serie D. In questi casi i trecentomila euro di base sono destinati a lievitare in base a eventuali pendenze presso lo speciale Fondo che serve a pagare calciatori, allenatori e altri tesserati “non onorati” nei loro contratti. La vicenda-Treviso presenta aspetti paradossali. In Lega vanta un bel gruzzolo ma i debiti non mancano. Tutto dipende da cosa farà la famiglia Setten in merito. Sulla vicenda anche i bene informati non si sbilanciano. Tenete conto che il Treviso, per il suo particolare percorso calcistico (retrocessione dalla serie B e non iscrizione alla Lega Pro) finisce per coinvolgere tutto il calcio italiano (Lega A-B, Lega Pro, Serie D Lnd).

Otto milioni di euro (come minimo) è il budget che la Figc conta di “incassare” dai ripescaggi di Lega Pro. Alcuni milioni di euro ballano sul palcoscenico della Serie D. Il cosiddetto “Lodo Petrucci“ - arnese buono per i grandi club caduti in disgrazia (leggi soprattutto Napoli in epoca Carraro, ma letteralmente inutile in Lega Pro) - mostra la corda come ben sanno anche nelle stanze nobili di via Gregorio Allegri tanto che hanno alzato i coefficenti dei ripescaggi (1 milione in Prima Divisione, 0,5 milioni in Seconda, 0,3 milioni e passa in Serie D). Mano al portafolio, signori, perché senza soldi non solo non si cantano messe ma non si scende neppure in campo nel calcio che conta. Tra una decina di giorni conosceremo la nuova geocalcistica italiana dalla Serie A alla Serie D. Nel frattempo è una corsa generale per reperire denaro fresco. La rivoluzione del calcio italiano è già iniziata.


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