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Gianluca Atzori sceglie tre concetti: “Entusiasmo, impegno e serietà”

venerdì 12 giugno 2009


Scelto da una società che sa riconoscere talento e professionalità, gratificato da un’iniezione di fiducia ben rappresentata da due anni di contratto, il nuovo allenatore del Catania Gianluca Atzori è pronto a cimentarsi nella stimolante avventura d’esordio in serie A, dopo le positive esperienze da tecnico in seconda e dopo aver brillantemente condotto il Ravenna alla semifinale dei playoff di Prima Divisione.

La tendenza più evoluta delle scelte dirigenziali suggerisce l’opportunità di dare fiducia a tecnici giovani, bravi e determinati: “Significa che c’è la volontà di concedere spazio alla nuova generazione, del resto ci sono tanti allenatori capaci, che si stanno mettendo in mostra. In Europa Guardiola, in Italia Allegri: rappresentano la punta dell’iceberg. Il Catania è una società attenta, organizzata, in crescita: sono orgoglioso di essere stato chiamato, pronto a garantire un lavoro instancabile, desideroso di mettere a disposizione la mia professionalità al servizio di una causa che sento mia. Tornare in Sicilia è bellissimo, sotto ogni punto di vista, umano e sportivo. Ritrovo tante persone alle quali sono affezionato, uno staff tecnico importante, con Pino Irrera, Alberto Bartali e Marco Onorati che completeranno la mia opera. Ho una grande occasione da sfruttare, ne sono consapevole e grato alla società, con la quale c’è sempre stato un rapporto di grossa fiducia reciproca, sin dal giorno dell’arrivo sotto l’Etna di Silvio Baldini, un maestro che ringrazierò sempre per gli insegnamenti ricevuti”. C’è un principio basilare, nella gestione dello spogliatoio secondo Atzori? “Comportamento, educazione. L’allenatore dev’essere un esempio, per i giocatori: è questa la regola più importante, per me. Poi, calcisticamente, miscela due aspetti: organizza, anzitutto, e sperimenta innovazioni nella quotidianità, quindi. Tenendo sempre presente che qualsiasi ‘invenzione’ passa attraverso i giocatori”. Ravenna come un esame di laurea per arrivare alla serie A? “Ravenna come un’esperienza bellissima, una città che mi ha dato tanto e che è divenuta il centro della mia vita familiare. Siamo passati, in squadra, da una situazione di grande difficoltà ad una dimensione esaltante, in lotta con le prime. Come? Costruendo un gruppo: nel calcio è prioritario, non c’è squadra senza gruppo”. Il presente si chiama Catania, che però ha rappresentato anche una tappa del recente passato: “Ho imparato più in un anno in rossazzurro che nei tre precedenti da allenatore in seconda”. L’amministratore delegato Pietro Lo Monaco ha ribadito la valenza tecnica della società, quale punto di partenza del lavoro degli allenatori: “Il principio è corretto, il confronto arricchisce. La società del Catania, che io conosco bene, pretende il giusto sul piano comportamentale e fornisce un valido aiuto sotto forma di dialogo calcistico costante. Per me è un vantaggio”. A proposito di vantaggi, alcuni si possono acquisire per telefono… “Già – sorride Atzori – ormai sapete tutti com’è andata: quando ancora non avevamo firmato nulla, il Direttore Lo Monaco mi disse che sarei stato il nuovo allenatore del Catania. Per me la parola vale. A quel punto, declinai cortesemente le offerte successive. Tra queste c’era quella del Palermo, è vero: risposi che ero già l’allenatore del Catania. Ringrazio la dirigenza rosanero per la stima, ringrazio soprattutto il Catania per avere scelto me ed avermi incluso nel suo progetto biennale”. Da più parti s’ipotizza un ricorso ad un modulo ben preciso ma le sue scelte spesso sono state diverse, nel corso dell’ultima stagione: “Prematuro parlarne. L’opzione del modulo nasce dalla rosa, siamo ancora agli inizi della sessione di mercato, potremo approfondire il discorso a bocce ferme”. “Certi amori non finiscono – canta Antonello Venditti – fanno dei giri immensi e poi ritornano”: parole e musica idonee a descrivere il rapporto speciale che lega Gianluca Atzori all’Elefante…


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